domenica 12 aprile 2015

Monte Prama, 1977-1979: gli scavi

vd. I parte, vd. II parte

Dopo gli scavi Bedini-Ugas (3-16 dicembre 1975), quello lampo di Lilliu (8 gennaio 1977), il recupero dei due busti nel novembre 1977 e l'accesa diatriba che seguì tra Soprintendenza e "Comitato per la tutela dei beni culturali" dell'Università di Cagliari, iniziò il primo scavo co-diretto da CarloTronchetti (Soprintendenza) e da Maria Luisa Ferrarese Ceruti (Università di Cagliari). Lo scavo occupò le prime 3 settimane del dicembre 1977 (1).


Fig. 1 (modificata da (2))


sabato 11 aprile 2015

Il tetragramma in Egitto

Fig. 1: 4 geroglifici che  formano il nome/toponimo Yhw(u) in documenti egizi; se ne conoscono 3 esempi certi del XIV e XIII sec. a. C.: a. Lista topografica nella sala ipostila del tempio di Amenhotep III a Soleb, in Nubia (ca. 1370 a.C., colonna IV: vd. fig. 2 per una riproduzione); b. una stele sempre da Soleb (n. II 69);  c. Lista topografica su un fregio del tempio di Ramesses II ad Amara ovest (sempre in Nubia, ca. 1250 a.C.): in quest'ultimo caso il falco (ger. G43, complemento fonetico W o U) viene sostituito dall'avvoltoio (ger. G1 = 'aleph)  (1). In a. e b. il nome viene quindi letto YHW o YHWU mentre in c. YHW'a, ma le formulazioni sono considerate intercambiabili (1).  Secondo alcuni studiosi il tetragramma egiziano sarebbe un esatto parallelo, anche se non foneticamente identico,  del tetragramma biblico (2), ma non c'è accordo generale (1)

Khonsu duplex

Statua in basalto del dio lunare Khonsu, 1185-1145 a.C. circa. (epoca di Ramesses III, XX dinastia). Il dio è rappresentato con il viso da falco, come Horus, e con seni femminili. Tempio di Khonsu a Karnak, Egitto. Da questo sito

martedì 7 aprile 2015

Let's dance (?)

Fig. 1: Tre figure antropomorfe (due in alto e una in basso) rappresentate nella chiesa  di Santa Maria Maddalena a Chiaramonti (Sassari) (in precedenza: Santa Maria de Orria Pithinna) Da: G. Piras, Le epigrafi, i segni lapidari e i graffiti, in: Orria Pithinna. La chiesa, il monastero, il villaggio. 800 anni di storia, in M. MILANESE (a cura di), QUAVAS (Quaderni del Centro di Documentazione dei Villaggi Abbandonati della Sardegna), 3, All'Insegna del Giglio -Firenze, 2012

lunedì 6 aprile 2015

Corni e corniformi

Fig. 1: sin, da: Leonelli, V., I modelli di nuraghe e altri elementi  scultorei  di Mont'e Prama, In:Le sculture di Mont'e Prama-Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai, Gangemi Editore, 2014, pp. 263-292; dx., Da: Usai, L. e Leonelli, V., Le sculture in mostra, In:Le sculture di Mont'e Prama-La Mostra, a cura di: L. Usai, Gangemi Editore, 2014, pp. 235-254


Fig. 2. Da: Usai, L. e Leonelli, V., Le sculture in mostra, In:Le sculture di Mont'e Prama-La Mostra, a cura di: L. Usai, Gangemi Editore, 2014, pp. 235-254. Per altri esempi di "cordicelle" avvolte su corna nuragiche si vedano i seguenti link: http://monteprama.blogspot.it/2014/09/un-impossibile-storia-damore.html
http://monteprama.blogspot.it/2014/06/il-primo-bronzetto-di-e-borowski-e-le.html
http://monteprama.blogspot.it/2014/06/corna-nuragiche-al-bible-lands-museum.html




Tre sculture in pietra calcarea


Fig. 1. La testa calcarea di Monte S. Giovanni di Viddalba (SS), vista da diverse angolazioni; è conservata al Museo Sanna di Sassari. Immagini dal forum SardegnaIsland

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua

BUONA PASQUA A TUTTI
Il "timpano di un tempietto" rinvenuto nel pozzo sacro nuragico di Genoni (OR)- sito archeologico di Santu Antine. 

E adesso buon appetito!

mercoledì 1 aprile 2015

Un pozzo Romanico del XXI secolo, però del ...1949 (e falso)

di Stella del Mattino e della Sera

Caro collega Gianfranco Pintore,
grazie a inaudite rivelazioni siamo oggi in grado di svelare i retroscena di una vicenda incresciosa e quanto mai confusa (fuzzy).
Logicamente: in esclusiva assoluta che altrimenti non c'è ritorno d'immagine e conseguente guadagno.
Vedrete che alla fine tutti saranno in grado di comprendere il titolo-macedonia del post.

Dove vogliamo cominciare? Dal principio diranno i nostri piccoli lettori! Però cari bambini il principio principio non lo conosciamo; facciamo che iniziamo dal 4 Giugno 2014 quando Gigi Sanna & Stefano Sanna scrivono un post che si intitola: Mistras di Cabras. Il magnifico pozzo (באר) sacro scritto di Yabal Yan'a Toro della Luce. 
Già che la laguna di Mistras è contesa tra naturalisti e surfisti, ci mancava solo un pozzo della discordia.

Niente: come reagisce il mondo archeologico? Di getto, con le parole ispirate di una giovane archeologa di Cabras, sulla pagina faccialibro del blog:

martedì 31 marzo 2015

F. Barreca: lastrina ossea con divinità fenicio - punica. No, con divinità (yhwh) e scritta nuragica.

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna
   Fig.1

A scuola di scultura dagli Hittiti

Fig. 1. Yesemek, nella Turchia orientale: una grande cava di basalto utilizzata dal XIV al VII secolo a.C. per produrre sculture. Il sito ha restituito oltre 300 sculture, oggi esposte nel museo all'aperto. Immagine di alcune delle numerosissime sfingi, da questo sito.

lunedì 30 marzo 2015

La Valle dei Segni verso EXPO 2015

Fig. 1. Immagine da: A. Marretta, I massi incisi calcolitici della Valcamonica e della Valtellina: appunti per un nuovo percorso di ricerca, in Valcamonica Symposium 2004. Nuove Scoperte, Nuove Interpretazioni, Nuovi Metodi di Ricerca, Darfo Boario Terme 8-14 Settembre 2004 (Preatti) , :314-331, Centro Camuno di Studi Preistorici , Capo di Ponte, Italy

venerdì 27 marzo 2015

Rapsodia di un grafema. Parte 2

di Sandro Angei
TIRSO
Una lettura in chiave nuragica

Da sempre mi sono chiesto quale fosse il significato del nome del fiume più lungo della Sardegna, il Tirso.
   Nei vocabolari della lingua italiana leggiamo che il termine “tirso”, oltre ad indicare il nome del fiume Sardo, significa fusto, bastone e in particolare esso è associato al dio Bacco e ai suoi riti. Il vocabolario di latino alla voce Thyrsus–i, oltre a dare il solito significato, specifica che è un grecismo cioè, parola greca entrata in uso comune nel latino. Nel vocabolario di greco, sempre il solito significato… non va oltre.
  

lunedì 23 marzo 2015

Monte Prama, 1975-1977: la grande lite (e quando un busto valeva 300 milioni di lire..)


Nel 1977, in seguito al recupero di due busti a Monte Prama da parte della Guardia di Finanza, scoppiò un'accesa polemica tra Soprintendenza e Università di Cagliari. Il caso fu marcato da diversi articoli apparsi sulla stampa locale e viene oggi rievocato da Raimondo Zucca in Tharros Felix 5 (1). Vediamo come e perchè ci si arrivò.

Fig. 1: i due busti recuperati nel novembre 1977 dalla GdF di Oristano; il recupero innescò un'accesa polemica tra la Soprintendenza ed un gruppo di docenti e studenti dell' Università di Cagliari formanti il "Comitato per la tutela dei beni culturali" (1) (dal rif. 2)

domenica 22 marzo 2015

Sa Sartillia

di Francu Pilloni

Quando Gonnus ritrovò la serenità in seguito al patto popolare de Sa Pipia de Maiu, Babbecu percepì una crescente se pure velata insoddisfazione, visto che ormai da un anno non riuniva la popolazione attorno alla pedra de arringai per amministrare giustizia. Vivo e cocente era il ricordo della giornata di giustizia dell’anno passato, quando fu mera fortuna il fatto che non si raccogliesse il morto nella piazza dei muristenis, dato che ciascuno dei sospettati per gli incendi delle messi fu condannato non al taglio della mano, ma solamente ammonito, a causa di testimonianze contradditorie.
Avrebbe lasciato volentieri l’incarico di amministrare giustizia a Pobiddera, visto che al ritorno a casa ogni volta gli dimostrava dove e perché aveva sbagliato nelle sentenze e nelle sanzioni. Avrebbe pure preferito che le condanne fossero specialmente di ordine morale, dimostrative più che menomazioni fisiche che, il più delle volte, incattivivano l’individuo per sempre, lo facevano rancoroso verso tutti e gl’impedivano di espedire un lavoro che gli consentisse di procurarsi da vivere dignitosamente.

sabato 21 marzo 2015

Le tombe a pozzetto di Torre del Porto, stagno di Cabras

Oltre alle tombe singole a pozzetto di Monte Prama e quelle di Su Bardoni-Muras, il Sinis di Cabras ne offre altre, sconosciute ai più: quelle del vasto villaggio facente capo al pozzo sacro di Cuccuru is Arrius, sulla via che oggi porta da Cabras a Tharros (fig. 1). E' un grande insediamento nuragico, incastonato tra la parte meridionale dello stagno di Cabras e quella settentrionale della laguna di Mistras. Un paio di km a est di Torre del Porto (Torre su Pottu) si trova il sito di Sa Osa. Secondo Raimondo Zucca, le tombe a pozzetto di Torre del Porto sono note all'archeologia dal 1970 (1). 

venerdì 20 marzo 2015

5 teeth. And 400000 years more

by Siziliano

Two articles in the scientific journals Nature (1) and Science (2) report on findings that set back the origin of the genus ‘Homo’ by 400’000 years. Again in Ethiopia that donated already many traces and fossils for early hominids a novel finding added more information on the origin of ‘Homo habilis’ which is considered the predecessor of modern man. The so far earliest-dated specimen had been found in 1959 and was determined as an age of 2.4 million years.
Now, recently (see cited references), again a mandible has been found that-due to location and stratification where it was found is now dated 2.8 million years of age! The description in the cited literature is educative enough, however, what makes me provide this short note, is the classification: so, how could one date such fossil, and how could ascribe such fossil to a certain species? Chronological date assignment in this region of Ethiopia is based on comparative specimen in the same layer of ground (Fig, 1,2; this part of Ethiopia shows remarkable erosion, bringing easily new findings to the sunlight).

mercoledì 18 marzo 2015

Teste vecchie e nuove


I ritrovamenti degli anni '70, hanno dato modo di ricostruire-seppure in modo talora molto frammentario-25 statue antropomorfe dal sito nuragico di Monte Prama (Cabras, OR). Delle 25 statue restaurate, abbiamo solo 13 teste-nella maggior parte dei casi molto sfigurate e poco leggibili: Andreina Costanzi-Cobau & Antonietta Boninu, Protagonisti e comprimari di una storia, In: Le sculture di Mont’e Prama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 181-352

Fig. 1a

martedì 17 marzo 2015

Amuleto di Nurdole: prodotto fenicio e con grafemi senza significato. Davvero davvero?


di Gigi Sanna

Fig. 1 

Guardate cosa scrive polemicamente (1) Marcello Madau nel recente appello alla Giunta Regionale Sarda circa la proposta degli Istentales di presentare all' EXPO di Milano l'inno con la scritta nuragica contenente, tra l'altro, il nome della divinità sarda arcaica yhw(h): '' Non entro nel merito della questione della scrittura e lingua nuragica (quella utilizzata nella canzone è respinta dalla comunità scientifica sarda) né in tante cose che mi sembrano bizzarre come la presenza di Yahwheh nella religiosità nuragica, parole come shalom e del generale tono militaresco -patriottico ''.
   Sulla assurda affermazione della voce shalom (e di altre voci ancora) come parola dal tono militaresco- patriottico (2) abbiamo già abbondantemente risposto in più luoghi anche se non sarebbe stato necessario perché fa parte della semplice conoscenza comune che il tipico saluto shalom degli orientali (attestato nella stele di Nora (3) ben cinque volte e rivolto alla divinità e al figlio di questa) significa tutto il contrario della guerra e cioè 'pace'.
  

lunedì 16 marzo 2015

Il patto popolare de Sa Pipia de Maiu

di Francu Pilloni

Se Pinuccio Sciola s’è inventato le pietre che suonano, tutti conosciamo le pietre che parlano del passato più o meno lontano, sia che abbiano segni di scrittura, sia che siano rimaste identiche o abbiano subito l’oltraggio del tempo. Sappiamo che le parole, pure non scritte se non nella memoria di un popolo, i modi di dire e i modi di pensare e di fare, resistono a volte ancora di più delle stesse pietre.
Quando mia madre, da quel bambino monello che sembravo ai suoi occhi, mi minacciava testualmente che mi avrebbe fatto correre sa sartillia (si dda sighis, hoi curris sa sartillia!, mi diceva) non è che mi stesse promettendo l’acquisto di un cavallo col quale avrei partecipato al carnevale oristanese perché chiaramente pensava ad una pena corporale, somministrata a mezzo di una sartia. Che cosa sia una sartia, lo spieghiamo presto, per chi non ne avesse avuto incontri ravvicinati a scuola ad opera del maestro: sono i virgulti nuovi, lunghi e dritti di certe piante, in particolare: una sartia de arrù (rovo selvatico); una sartia di moddizzi o chessa (lentisco); una sartia de ollastu (olivastro), particolarmente adatta ad essere incisa col coltello.

domenica 15 marzo 2015

La tomba n.8 ed i guerrieri di Monte Prama del XI-X sec. a.C. L'erudito ed il desiderio

di Danilo Macioccu
(I parte)

Fig. 1 La tomba 8 degli scavi Bedini:
non è un pozzetto semplice, ma una pseudo-cista
Le seguenti conclusioni sono il sigillo di Marco Minoja al recente libro sui Giganti di Monte Prama della Gangemi editore:

Innanzitutto una maggiore antichità delle sepolture a pozzetto semplice rinvenute nell'area settentrionale indagata: il range cronologico rilevato per l'individuo della tomba 8 dei pozzetti scavati da Bedini risulta infatti essere 1089-900 e dunque copre integralmente lo XI e X secolo a.C. Quanto alle sepolture analizzate all'interno dei pozzetti coperti da lastre scavati da Carlo Tronchetti, le datazioni analogamente calibrate, rilevate rispettivamente per le tombe n.1 e n.20, risultano comprese rispettivamente tra il 1008 e lo 838 e tra il 980 e lo 824 a.C. apparendo sostanzialmente sovrapponibili all'interno di un excursus che coprirebbe il X e il IX secolo.[1]
L'ex soprintendente prosegue:
Come è già stato opportunamente rilevato in questo volume il rapporto tra le datazioni calibrate e le sequenze cronologiche tradizionali evidenzia una retrodatazione delle prime rispetto alle seconde di circa un cinquantennio[2]
Poiché la fondazione di un qualsiasi sito deve essere datata tramite la tomba più antica e non certo con la tomba più recente, alla parola “cinquantennio”, ho per un attimo ceduto alla rassegnazione.
In Sardegna è forse inutile la ricerca basata sui moderni strumenti d'indagine come il C-14? Oppure la ricerca sulla civiltà nuragica deve limitarsi a confermare e a fornir riscontro di quel che si scopre in Oriente?

venerdì 13 marzo 2015

"..forgive them, for they do not know what they are doing."

A cartoon from Franco Tabacco

The cartoon refers to the clumsy restoration performed on the 10 pieces from Monte Prama exposed at the National Museum of Cagliari during the eighties. An example is shown below.

martedì 10 marzo 2015

Il grande con tre per parte: i bronzetti di Monti Arcosu, Teti

Fig. 1: i bronzetti di Uta (Cagliari), Monti Arcosu. Da (1), riprodotti in scala. Secondo Lilliu le figurine umane furono ritrovate nel 1849 come gruppo unitario: la maggiore (nr. 7) poggiava su otto spade e teneva le più piccole nel cavo del manto, tre per parte (la 10 è unitaria). Purtroppo si è persa completamente la sintassi di questa composizione originaria e i bronzetti vengono sempre presentati singolarmente. I bronzetti di Uta sono considerati "della vecchia scuola" (XII-XI sec.a.C. http://monteprama.blogspot.it/2013/08/i-bronzetti-sardi-gli-inizi-della.html) e vengono indicati tra i più simili nello stile alle statue di Monte Prama (2) http://monteprama.blogspot.it/2015/02/le-sculture-di-monte-prama-eta-del.html


lunedì 9 marzo 2015

L‘ultimo Amsicora

Un omaggio ad Amsicora, 2230 anni dopo la sua morte

di Sandro Angei

215 a.C.

    Il gigante. Così lo chiamavano Abhyna, il più sincero dei guerrieri di Gora. Si imponeva per la sua altezza e il suo carattere fermo. Nel campo di battaglia svettava nella mischia e instillava sicurezza nei guerrieri. Era il braccio destro del judex di Gora, era il suo consigliere e il suo confidente; era il maestro d’armi del giovane figlio di Amsicora, quello che il judex in cuor suo sperava potesse un giorno prendere il suo posto.
   Abhyna, lo aveva formato duro come il bronzo da colata, resistente come il nerbo di bue, ma non riusciva a governare con facilità il suo giovane carattere, tagliente come lama di spada, che Amsicora, anche lui, aveva difficoltà a plasmare, benché fosse quello il suo compito di padre e di regnante.

domenica 8 marzo 2015

Fori in mostra: antichi e.... anni '70-'80

Dal riferimento (1):  Andreina Costanzi Cobau & Antonietta Boninu, Protagonisti e comprimari di una storia, In: Le sculture di Mont’ePrama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 181-352 

Fig. 1

sabato 7 marzo 2015

Gli esotici neolitici dell'Oristanese

Riassunto del rif. 1. "Asce in pietra levigata sono ampiamente note nella Sardegna preistorica. Esse fanno la lora comparsa nelle prime comunità neolitiche (VI millennio a.C.) e perdurano fino all' età dei primi metalli. Questa ricerca sulla definizione tipologica delle asce in pietra levigata della Sardegna è basata su determinazioni archeometriche effettuate su un campionamento preliminare di manufatti provenienti da alcuni insediamenti all' aperto della Sardegna centro-occidentale.
Nei siti neolitici studiati il 95% dei litotipi delle asce in pietra levigata e costituito da «nephriti». Le «nephriti» possono essere suddivise in due gruppi a seconda che contengano o siano prive di epidoto. L' associazione mineralogica ecostituita da actinolite e tremolite, clorite, ±epidoto e ossido di ferro. Le altre litologie trovate sono: uno scisto a glaucofane, un metadiabase, una cornubianite ad andalusite e una fonolite.
Questi dati confermano una massiccia presenza di litotipi di origine esotica, che sono simili a quelli frequentemente impiegati nella produzione di manufatti continentali, soprattutto nei centri neolitici dell'Italia settentrionale. Sembrano invece mancare, o essere molto rare, asce in giadeitite* e in eclogite. II ritrovamento in Sardegna di esemplari non finiti, costituiti da litotipi di provenienza continentale, suggerisce una parziale lavorazione in loco del materiale grezzo.
La presenza di un' ascia in fonolite del Montiferro attesta anche una produzione locale dei manufatti in pietra levigata finora non documentata. " (1)

giovedì 5 marzo 2015

Piatti come l'Olanda


Il retro dei "pugilatori" di Monte Prama è indiscutibilmente piatto, natiche incluse. Un particolare sinora mai discusso. Figure estratte da: Andreina Costanzi Cobau& Antonietta Boninu, Protagonisti e comprimari di una storia, In: Le sculture di Mont’ePrama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 181-352;  

Fig. 1

mercoledì 4 marzo 2015

Gli incontri tra Sardi e Armeni 5500 e 4900 anni fa. E la crisi dell'Età del Bronzo "cristallizzata" nei geni.

Synopsis del rif. 1: Gli Armeni sono una popolazione culturalmente isolata; geograficamente l'attuale Armenia comprende una piccola  regione del Caucaso, tra Mar Nero e Mar Caspio (fig. 1). Nel passato e fino all'inizio del XX secolo, l'area abitata dagli Armeni era molto più vasta, comprendendo l'Anatolia orientale fino alla costa mediterranea. La loro lingua è classificata come un ramo indipendente della famiglia Indo-Europea, ed è di grande interesse per i suoi particolari aspetti fonologici e  le affinità con alcune lingue balcaniche (greco e albanese). La patria storica degli Armeni è il nord della Mezzaluna Fertile, da cui si ritiene che durante il Neolitico gruppi di agricoltori siano migrati verso l'Europa, interagendo con le popolazioni residenti di cacciatori-raccoglitori. Inoltre è probabile che la regione sia stata importante per la diffusione delle lingue Indo-Europee. 

domenica 1 marzo 2015

I mitogrammi delle statue-menhir e la polisemia dei simboli

"Nel caso sardo più che in altri, i segni sono espressione di un linguaggio al limite fra oralità e scrittura, un discorso mitico di cui noi, oggi, abbiamo irrimediabilmente perduto le parole." (Mauro Perra, 2014)(1)

Fig. 1: i segni su uno dei 300 frammenti di menhir rinvenuti in un muretto a secco a Cuccuru 'e Lai (Samugheo, OR) nel 2011. Fotografia di A Chergia da questo sito; nostra l'elaborazione grafica. 

sabato 28 febbraio 2015

Dall'Egitto alla Sardegna: gli scarabei in pillole. I nomi regali (II): Thutmosis III

(vd. I parte)
Un caso particolare è quello degli scarabei dalla Sardegna recanti il nome regale di Thutmosis III (1479–1425 a.C., XVIII dinastia), alcuni dei quali riportati nel catalogo Scandone (1). Come spiega l'archeologo Michele Guirguis: "Il prenome del faraone Thutmosi III appare enormemente diffuso tra il Levante e l’estremo Occidente atlantico soprattutto a partire dal I millennio a.C. nonché, ovviamente, in Egitto da epoca anteriore. La fortuna di cui godette l’appellativo Mn-khpr-Ra è certamente connessa da un lato alla combinazione dei segni costituenti il quarto dei cinque titoli del protocollo reale (dai quali si ottiene il criptogramma acrofonico con valore fonetico Jmn-Ra = Amon-Ra), dall’altro lato al grande prestigio del faraone Thutmosi II il quale, insieme con Amenofis I, venne anche venerato come patrone tutelare dei defunti soprattutto a partire da epoca ramesside." (2). La datazione degli scarabei recanti questo nome risulta quindi particolarmente complessa. Una particolarità di alcuni scarabei sardi è la sostituzione del segno kheper (lo scarabeo) con il segno  per "cuore" ('ib), morfologicamente simile ed equivalente per quanto riguarda la crittografia amunica (fig. 6 e 7); tale caratteristica induce la Scandone a parlare di opera locale (1). 
N.B.: la lista è sicuramente non esaustiva, visto il grande numero di scarabei recanti questo nome. 

Thutmosis III (1479–1425 a.C., XVIII dinastia)


venerdì 27 febbraio 2015

Monti Trigu, il magnifico


L'auto oltrepassa Monti Prama, lasciandosi dietro l'area di scavo. Prosegue verso nord: il traguardo è Monti Trigu, "il colle a forma piramidale", distante un paio di km dal più famoso colle dei Giganti. Stefanno Sanna ci regala un altro video, in uno dei luoghi più ricchi di poesia e di storia della Sardegna. Una storia (quasi) tutta da scoprire. MP

Fig. 1 Alla fine del video: il magnifico tramonto sullo sfondo di Monti Trigu. 
https://www.youtube.com/watch?v=ZDora-C-O18

giovedì 26 febbraio 2015

UNA CASA PER I GIGANTI: “TRA” IL SILENZIO E LA LUCE"

di Angelo Ledda 

Nota introduttiva:
E' stato presentato nelle scorse settimane il progetto definitivo di ampliamento del Museo Civico G. Marongiu di Cabras che dovrà ospitare i reperti del sito di Monti Prama. Sono autori del progetto gli Architetti Walter Deiana, Renata Fiamma, Simone Lumbau e Maria Grazia Satta, vincitori del Concorso di idee bandito nel Luglio del 2011 dal Comune di Cabras “Finalizzato alle definizione dei contenuti architettonici e paesaggistici per la creazione di un polo museale con l’ampliamento del museo civico Giovanni Marongiu al fine della musealizzazione di una parte del patrimonio scultoreo dei giganti di Mont’e Prama”, al quale parteciparono 31 progetti di studi di architettura e ingegneria operanti in Sardegna (9), nella Penisola (20), in Bulgaria (1) e in Portogallo (1). 

martedì 24 febbraio 2015

Schizzi

di Stella del Mattino e della Sera

Oggi che come al solito sono impegnato a fare niente e sto con le dita nel naso,  non mi cade l'occhio su La Nuova  del 24 febbraio 2015 p. 31?  
C'è una bella foto del professor Marcello Madau con i capelli abbastanza pettinati e vicino c'è una foto "segnaletica" di Gigi Sanna degli Istentales. Ohimamma che ha fatto poveretto? Vincendo la connaturata mia pigrizia leggo costernato: Gigi Sanna vuole andare all'EXPO per cantare una canzone scritta da Gigi Sanna e Marcello Madau non vuole! Per impedire questo misfatto il noto professore e archeologo nonchè giornalista ha scritto una "lettera aperta al Presidente Francesco Pigliaru e all'Assessore alla Cultura Claudia Firinu, Regione Autonoma della Sardegna". La Nuova gliela ha pubblicata volentieri (grazie: è uno dei giornali dove scrive, voglio ben vedere!); non senza fargli un piccolo tiro mancino. 

Come che sono sicuro che in tanti non hanno capito mi provo a spiegare ai più e ai dippiù la lettera, altresì provo a rispondere ad alcune domande che il professore sembra farci a tutti o ai suoi pari. Io nell'incertezza lo rispondo. Un pò anche lo domando.

"Davvero siamo figli dei "tori della luce"?
(Stella: forse alcuni di noi sì, ma stia tranquillo professore: lei no).

di Marcello Madau

Egregio Presidente Pigliaru, gentile Assessore alla Cultura Firinu, a prescindere dal giudizio non unanime sulla bontà dell’iniziativa EXPO 2015, leggo su ‘La Nuova’  di domenica 15 febbraio che la Regione Sardegna  potrebbe esservi rappresentata da una canzone con testo scritto in una presunta lingua nuragica e dedicato ai Giganti di Mont’e Prama, “figli del sole, tori della luce, padri santi, signori giudici re”, nonché seguaci di Yahweh.
 Non entro nel merito della questione della scrittura e lingua nuragica (quella utilizzata nella canzone è respinta dalla comunità scientifica sarda), né in tante cose che mi sembrano bizzarre, come la presenza di Yahweh nella religiosità nuragica, parole come shalom, e del  generale tono militaresco-patriottico;  nemmeno su imbarazzanti questioni giuridiche (recenti sentenze hanno riconosciuto come falsi alcuni documenti presenti nel contesto più generale di queste ricostruzioni, pertinenti secondo studiosi accreditati ad un ‘officina falsariorum’). 
(Stella: sa che lo studioso accreditato che ha parlato di ‘officina falsariorum’ collabora al progetto? Eccolo lo scherzetto che le ha giocato il suo giornale!*).

lunedì 23 febbraio 2015

I colori e i segni del cairn di Barnenez (Finistère, FRA)

Fig. 1. Il lato nord della camera H del cairn complesso di Barnenez a Plouezoc’h, nella Bretagna settentrionale (1): appartiene alla II fase di costruzione (4500-3900 a.C.) (fig. 2).  L'entrata alla camera mortuaria H è marcata da una statua-menhir a forma di fallo (fig. 3), ornata con motivi che si ripetono in altre parti della camera, segnatamente sugli ortostati (fig. 4) (1, 2)

domenica 22 febbraio 2015

Le sculture di Monte Prama: Età del Bronzo, parola di archeologi


Sempre più voci di addetti ai lavori (es. F. Lo Schiavo,  L. Usai, V. Leonelli, V. Santoni, F. Campus) si levano in favore di una maggiore antichità delle statue di Monte Prama rispetto al canonico "metà o fine dell' VIII sec. a.C." (fig. 1). A fianco delle analisi archeometriche, abbiamo anche considerazioni di tipo prettamente archeologico che riportano il sito all'epoca del Bronzo Finale (ca. 1170-950 a.C.). Addirittura alcuni autori considerano le statue molto più antiche delle tombe (fig. 2), anche se ciò è oggi contraddetto dalle datazioni al radiocarbonio degli inumati. Si noti come le nuove datazioni proposte per Monte Prama, si accordino con i dati  che emergono dal sito nuragico di Sa Osa sui semi di melone e di uva (1350-1150 a.C.), e con i dati archeometrici sulla laguna di Mistras.  MP

mercoledì 18 febbraio 2015

I meloni da record di Sa Osa (Cabras)

I più buoni, i più grossi o i più dolci? non si sa: di certo sono finora la più antica testimonianza certa di coltivazione di questo frutto nel  bacino mediterraneo. E' l'annuncio dato oggi dall'ufficio stampa dell'Università di Cagliari: i semi rinvenuti nel pozzo N del sito nuragico di Sa Osa, risalgono al 1310-1120 a.C. Parola di radiocarbonio: si conferma così la stessa datazione dei semi di vite (1350-1150 a.C.), dal medesimo sito di Cabras. MP 

vd. anche: Il sito nuragico di Sa Osa, Cabras: le meraviglie dei pozzi N, U,V: semi di Vitis vinifera del 1350-1150 a.C., 29 GENNAIO 2015

Perle d'Egitto o...?

Fig. 1. Esempi di vaghi in faïence e/o vetro da Villa San Pietro, Perda ’e Accutzai; materiali dalla tomba megalitica ascritti al Bronzo Recente (ca. 1370-1170 a.C. ) (1)Il corredo conteneva oltre un migliaio di vaghi in materiale vetroso, prevalentemente piccole perle discoidali in faïence  con variabili aggiunte di vetro (1,2,3,4) e di diametro massimo pari a 6 mm. La 4 cilindrica segmentata in faïence. Il 7 è un bottone a rosetta con profilo piano-convesso e 11 incisioni radiali ed una particolare composizione, senza confronti noti, per "certi versi simile al vetro HMG (alta % di magnesio); la 10 è una perla in vetro HMG, di colore blu scuro-nero con decorazione spiraliforme in filo di vetro bianco. Il bottone 7 e la perla 10 trovano le migliori controparti in Egitto o nelle zone siro-palestinesi con forti legami con l'Egitto di fine XIV-XI sec. a.C. (1)

martedì 17 febbraio 2015

Un nuovo re per Arcu de Lampus

di Francu Pilloni

Amico mio, ho una triste nuova: è morto Drediu de Arcu.
Pace all’anima sua, che chiuda con dignità la sua vicenda umana!, ti verrà da esclamare d’impulso giacché, senza  conoscerlo, ne ignoravi l’esistenza. Sappi che io stesso, mentre mi trovavo in Egitto, ho saputo dell’evenienza non propriamente da un egizio, bensì da un abitatore della Grande Isola del Nord, che anch’esso s’accompagnava al mio ospite egizio. Quei raccontò con dovizia senza alterazione nella voce, semplicemente nel dispiacere, essendo stato suo fratello il re morto di Arcu de Lampus (τόξο της αστραπής) e tanto ti dico, senza alcunché di particolare tralasciare, se non quello che mi parve fuori contesto.

lunedì 16 febbraio 2015

Gigi Sanna canta Gigi Sanna: Mont' e Prama, una canzone per Expo 2015

Shalóm Nephilím bené shamásh / nur’akúsh ’abaím sa’án / shalóm ’olám’oz hýh / láb Yhw malakím shardán

Salve giganti figli del sole / tori della luce padri santi / salve eterna forza della vita / cuore di Yhw  signori giudici re

Da "La Nuova Sardegna" , 11.02. 2015:

sabato 14 febbraio 2015

Archeometria a Monte Prama. 2. Gli inumati: sesso, età e altre notizie

Dalla necropoli di Mont’e Prama (Cabras) provengono i resti di 41 individui rinvenuti in giacitura primaria in tombe monosome (fig.1). 
Dai pozzetti fn,r, s provengono resti incompleti ed in pessimo stato di conservazione (fig.2); si conservano meglio quelli provenienti dalle altre sepolture, in genere con tutti i distretti scheletrici, anche se incompleti e frammentari. Il loro stato non consente l’analisi sistematica e la valutazione statistica dei caratteri antropologici, comunque segnalati nei casi rilevabili. Gli aspetti dimensionali si valutano a volte solo visivamente, non potendosi rilevare misure ed indici. 
Le superfici mostrano due tipi di erosione — uno molto avanzato, fino alla scomparsa degli strati superficiali e alla riduzione degli spessori ossei, l’altro meno invasivo — indicanti una situazione microambientale eterogenea nelle sepolture. 

giovedì 12 febbraio 2015

Hampsicora and Hostus: 215 BC, the battle

Fig. 1. From: Chiara Blasetti Fantauzzi, Salvatore De Vincenzo. 2013. Indagini archeologiche nell’antica Cornus (OR). Le campagne di scavo 2010 – 2011 . FOLD&R: 275. Historical Cornus has been identified at the top of Corchinas hill. The battle described by Titus Livius (64 or 59 b.C – 17 a.C.) and Silius Italicus (ca. 28-103 a.C.) (vide infra) took place at the Campu 'e Corra plateau, 215 b.C. during II Punic war. 

lunedì 9 febbraio 2015

Le news dai Lincei: conosceremo il volto dei Giganti?

Dopo il Monte Prama day ai Lincei (Accademia Nazionale dei Lincei, Giornata di Studio: "I riti della morte e del culto di Monte Prama-Cabras", Palazzo Corsini, via della Lungara, 10 Roma, 21.01.2015, h 9.30), il giornalista Giorgio Galleano ha intervistato alcuni dei relatori. Ecco il testo del servizio andato in onda il 22 Gennaio 2015 sul telegiornale di Rai3.  https://www.youtube.com/watch?v=gvRMv2qgagY

servizio di Giorgio Galleano per il TG3 del 22.01.2015

Altre decine di tombe, almeno tre templi e un recinto sacro che fa pensare ad una sorta di stadio. Le analisi geofisiche del sito di Monte Prama mostrate ieri ai Lincei alzano un altro velo sull'immenso santuario, sulle sue statue giganti e sugli eroi che qui furono sepolti quasi tre millenni fa.
G. Ranieri: "E' una serie di filari di tombe. Uno esteso, e l'ho forse detto, 120 metri e forse anche di più"
Domanda: " Si parla di molti edifici anche."
G. Ranieri: "Sì, ce ne sono almeno tre che sono tra l' altro quasi tutti delle stesse dimensioni".

domenica 8 febbraio 2015

Il piombo di Monte Prama: dalle miniere di galena dell'Iglesiente

Dei tre recentissimi volumi dedicati alle sculture del sito di Cabras, quello con sottotitolo "Conservazione e restauro", a cura di  Antonietta Boninu e Andreina Costanzi Cobau, è decisamente il più affascinante. Il volume è facilmente acquistabile come e-book per 45 euro o in cartaceo + CD multimediale (su questo sito). La prima notizia che ne estraiamo riguarda un singolare aspetto: gli inserti di piombo scoperti su alcune delle sculture derivano dalle miniere di galena di Monteponi nell'Iglesiente (1). MP.


Dal (rif. 1) "RIASSUNTO. Quattro inserti in piombo ospitati in piccole cavità di tre statue e di un modello di nuraghe sono stati sottoposti ad analisi della composizione isotopica del piombo. La peculiare e omogenea composizione isotopica dei quattro inserti è indicativa di una singola fonte di approvvigionamento del metallo, identificabile con l’area mineraria di Monteponi-San Giovanni (Iglesiente). Questo risultato prova l’esistenza di un’attività estrattiva in Sardegna durante l'età nuragica. [..]. In questa comunicazione vengono presentate analisi isotopiche condotte sugli inserti di piombo di Mont'e Prama. Gli isotopi del piombo hanno permesso di tracciare l'origine del minerale di piombo, galena, utilizzato per produrre il metallo impiegato a Mont'e Prama[..]". (1)

sabato 7 febbraio 2015

VILLA VERDE. Il talismano dell'occhio di Y(hwh). L'iterazione logografica in nuragico

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna

La scrittura nuragica a rebus, come abbiamo visto (1), usa molti modi (ma tutti sempre riconducibili al sistema in mix) per esprimere il linguaggio formulare 'sacro' della divinità yhwh. Uno di questi è quello di adoperare i segni schematici, molto schematici e per questo talvolta ambigui (2), che tendono a confondere,  depistare, a rendere l'oggetto apparentemente  decorativo, a far sì che sia sempre difficile scoprire da dove inizi la lettura, come continua  e dove essa termini e se quella lettura sia una sola o possa essere affiancata da altre letture.
   

mercoledì 4 febbraio 2015

Archeoveri e Archeofanti


di Stella del Mattino e della Sera

E' comparso su faccialibro un gruppo segreto, chiuso, blindato ecc.. In effetti più che comparso sarebbe più appropriato dire che è scomparso, più che fondato è stato sfondato. Fa uguale. Il suoi genitori l'han battezzato Fantarcheologia sarda.
Come che siam tutti pettegoli e curiosi al maxi, tutti dicono tutto a tutti e il gruppo è il segreto di Pulcinella.
La cosa più bella è che c'era lì dentro una cover image (foto 1) dove si potevano riconoscere svariati personaggi delle cronache mondane: essi vennero doverosamente divisi in due gruppi da una linea nera orizzontale rappresentante un confine minato. Sopra: gli Archeoveri. Sotto quelli variamente declinati sotto la sigla "Fanta" - più spesso che altro Fantarcheologi (da cui il nome del gruppo segreto, chiuso, blindato ecc.). 
Nel seguito si denominamo Archeofanti
Se qualcuno mi ruba le definizioni Archeoveri e Archeofanti pianto un casino! 

lunedì 2 febbraio 2015

Notte al Museo-Performance Art: il fortissimo museo di Arturo Maria Pirodda

Su facebook c'è un gruppo travolgente che parafrasando il famoso film, lo trasla sui reperti archeologici sardi: Notte al Museo-Perfomance Art. Bravissimi! Come non rubacchiare qualche foto, tanto più che anche la nostra Romi-blogger vi ha contribuito dopo le interessanti news sulla datazione delle tombe di Monte Prama all'XI-IX sec. a.C.. Ecco un assaggio di questi frizzanti e simpaticissimi artisti guidati da Arturo Maria Pirodda (AMP).  

sabato 31 gennaio 2015

Archeometria a Monte Prama. 1. La datazione degli inumati


[..] I dati sicuri che emergono, in sostanza, sono i seguenti: le tre tombe (fig. 1, ndr) sono da datarsi comunque tra XI e IX sec. a.C.; tra queste, quella con una datazione più certa, per la scarsa potenziale presenza di cibo marino nella dieta, è la tomba 1 Tronchetti, che si colloca con virtuale certezza (2σ) tra il 1000 e l'850 a.C. circa. Questo, in base alla sequenza cronologica relativa utilizzata, implica che le inumazioni nell'allineamento Tronchetti sono comunque iniziate prima della metà del IX sec. a.C. [..] Dal rif. (1):  Luca Lai, Ornella Fonzo, Elsa Pacciani, Tamsin O’ Connell, Isotopi stabili e radioattivi: primi dati su dieta e cronologia assoluta delle sepolture di Mont’e Prama, In:  Le sculture di Mont'e Prama - Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai,  Gangemi Ed., 2014, pp. 207-218

venerdì 30 gennaio 2015

SINIS. Alla ricerca del significato perduto

di Sandro Angei

   Il territorio del Sinis da millenni è frequentato dall’uomo, tanto che le vestigia umane relative alla civiltà nuragica sono innumerevoli al suo interno. Territorio il Sinis o Sinnis, come lo pronunciano a Cabras, ormai lontano da quei tempi di vitalità quotidiana e luogo di fervente religiosità. Il Sinnis, così lo scriverò e pronuncerò d’ora in poi è, alla vista dell’uomo di oggi, territorio di selvaggia bellezza, che nasconde però, sotto le sue sabbie e la coltre di fitta macchia mediterranea, innumerevoli e insospettati templi, al suo dio dedicati; ma anche tanti pozzi: frutto della benevolenza divina, anche lì, dove inaspettatamente l’acqua salata si ritrae dinnanzi al dono che la divinità elargisce ai suo fedeli (1).  

giovedì 29 gennaio 2015

Il sito nuragico di Sa Osa, Cabras: le meraviglie dei pozzi N, U,V: semi di Vitis vinifera del 1350-1150 a.C.

#vinonuragico#monteprama.blogspot

Per un articolo di giornale in italiano sullo stesso argomento si veda: Maria Teresa Manuelli, Non furono i Fenici ma i Sardi i primi a coltivare la vite. Ecco come si è scoperto, IlSole 24 Ore-FOOD24, 28 January 2015


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Da: Diego Sabato , Alessia Masi , Caterina Pepe, Mariano Ucchesu, Leonor Peña-Chocarro, Alessandro Usai, Gianna Giachi, Chiara Capretti, Gianluigi Bacchetta, Archaeobotanical analysis of a Bronze Age well from Sardinia: A wealth of knowledge, Plant Biosystems, 2014, DOI:10.1080/11263504.2014.998313. 

Abstract. In 2008, during a rescue excavation in the Sa Osa area, near the town of Cabras (Sardinia, Italy), a Nuragic settlement was discovered. The excavation revealed numerous pits, wells and structures dug by the local communities between the Early Copper Age and the Iron Age. These structures were interpreted as elements of a settlement mainly involved in primary production. The most remarkable structure is Well-N, radiocarbon and archaeologically dated to the Late Bronze Age (fig. 1), which has yielded large amounts of waterlogged plant remains, animal and fish bones and pottery. Despite the limited set of samples, the combination of macro-remain and pollen analyses in this unique context provides important information useful for exploring not only local subsistence systems but also human impact on the surrounding environment.

mercoledì 28 gennaio 2015

Verde come un anellone (neo)litico

[..] Come configurare questo rapporto tra anelloni (fig. 1) sardi ed anelloni peninsulari che, in definitiva, si delinea come un rapporto tra il Neolitico sardo ed il Neolitico peninsulare?[..] Da: Tanda, G. , "Gli anelloni litici italiani", Preistoria Alpina, vol. 13 (1977) , pp. 11-155.

Fig.Anelloni litici interi dalla Sardegna.  a.Sa Binza Manna 2, Ploaghe, verde (giadeite?); b. Sa Binza Manna 1, Ploaghe,  verde (giadeite?); c. Grotta Bariles, verde scuro (nefrite ?) d. San Pietro di Sorres. Pietra verde chiara (olivina?). Da: Tanda, G. , "Gli anelloni litici italiani", Preistoria Alpina, vol. 13 (1977) , pp. 11-155.

[...]Dei nove anelloni ben quattro sembrano essere costituiti di giadeite (Sa Binza 1-4: tipo B) (fig. 2), due di nefrite (Bariles: tipo A1: Dorgali : tipo A2), uno di schisto (Monte D'Accoddi : tipo A-B), uno di olivina (S. Pietro di Sorres: tipo A-B1), uno di pietra verde (Monte Maiore: tipo B) .

domenica 25 gennaio 2015

Il caso Monti Prama: Una élite culturale che non sa gestire il sentimento popolare; e neppure la scienza

Un'intervista all'antropologo Fiorenzo Caterini sul caso Monti Prama, di Veronica Matta. L'intervista dal titolo "I Giganti, la bandiera dei quattro mori e le proposte semiserie" è leggibile sul sito http://www.globalist.it/. Ne riportiamo alcuni stralci tra i più significativi. Nostra l'enfasi.

[..]Cosa rappresenta per i sardi la scoperta dei Giganti di Monti Prama?
La questione dei Giganti di Monti Prama, a parer mio, sta subendo la stessa operazione accaduta per altri grandi scoperte in terra sarda, e il modo in cui la stanno trattando fa pensare ad un ennesimo tentativo di "riduzione". I Giganti non sono una cosa trascurabile, né su piano della loro popolarità, né su quello della scientificità. Un caso che, in un certo senso, è esploso malgrado i tentativi di tenerlo nascosto. 5 ettari con migliaia di reperti archeologici sotto terra di epoca nuragica. Oltre alle tombe con le statue è stato individuato, con il georadar un tempio e altre emergenze monumentali. Inoltre, cosa di cui si parla pochissimo, sono state rinvenute le ossa di quegli antichi progenitori. Tutte cose di enorme valore scientifico. Tanto basta per farci un parco archeologico con investimenti seri che richiederebbero centinaia di milioni di euro e non due milioni di euro.

venerdì 23 gennaio 2015

Worldwide Business

Note added by monteprama.blog: Left, D115 Hesselager and B2209-Ölby, Denmark. Beads made of Egyptian cobalt-blue glass from the 14th century BC. Right, B7328 from Sövigaarde, Denmark, is a Mesopotamian bead with three yellow, amber and white-colored stratified eyes; 14th century BC.Photos: A. Mikkelsen, National Museum of Denmark. From: Jeanette Varberg, Bernard Gratuze, Flemming Kaul, Between Egypt, Mesopotamia and Scandinavia: Late Bronze Age glass beads found in Denmark, Journal of Archaeological Science, 2015, 54: 168-18. (See also figgs. 3 and 4 below)

by Siziliano

Tutankhamun and a woman from Bronze Age, buried in the Danish city of Ölby – what do they have in common? Both were given amber and pearls of blue glass into their tomb as a grave furniture (1).

giovedì 22 gennaio 2015

Un pezzetto di Monte Prama



Foto da questo sito dell'Università di Sassari: pugnaletto in bassorilievo da Monte Prama. [..] Sono pure noti esemplari di pugnaletti riportati sulle ceramiche, di ambito del BF, in bassorilievo (S. Barbara di Bauladu; Facc'e Bidda-Soleminis; Genna Maria di Villanovaforru, Monte Prama di Cabras)[..] (Vincenzo Santoni, Ginetto Bacco, Il Bronzo Recente e Finale di Su Monte, Sorradile (Oristano), In: La civiltà nuragica : nuove acquisizioni 2. : Atti del Congresso, Senorbì, 14-16 dicembre 2000 , p. 543-656