venerdì 31 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 7. San Salvatore a

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 6)
Pozzo n° 7
Pozzo nelle vicinanze di San Salvatore, interamente scavato nella roccia che emerge dal piano di campagna. La vera, moderna, è stata realizzata per fini di sicurezza. Vicino al pozzo si notano, scolpiti nella roccia due grafemi (quasi sicuramente due lettere alfabetiche recenti).

giovedì 30 ottobre 2014

Le “faretrine” nuragiche in bronzo

Immagini da: Lucio Deriu,  Le «faretrine » nuragiche. Contributo allo studio delle rotte fra Sardegna e Etruria, in A. Mastino, P. G. Spanu, R. Zucca (a cura di), Tharros Felix/3I. Naves plenis velis euntes, Roma 2009, pp. 136-177

SARDEGNA 
(33 esemplari, di cui 25 con foto o disegno)

mercoledì 29 ottobre 2014

martedì 28 ottobre 2014

Monti Prama 1974-2004. III. ll pettorale hošen e i signori giudici (šrdn)

Continuiamo la lettura del capitolo 10 di Sardôa Grammata del 2004, di Gigi Sanna.   
vd. seconda parte: Monti Prama: 1974-2004. I Gigantinos: sovrani e Bue Api22 OTTOBRE 2014

Fig. 1 Busto con pettorale (hošen) di šrdn di Monti Prama (G. Sanna, da Santoni). Figura presa da:  Lilliu 1977, p. 74, n.213. (Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica, in «Studi Sardi», XXIV (1975-76), 1977, pp. 73-144.

lunedì 27 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 6. Strada per Maimoni

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 5)
Pozzo n° 6
Pozzo sacro in località “Sa cora de sa scaffa”.
Mi piange il cuore. Quando sono andato a cercare il pozzo, il nulla ho trovato. Ho saputo che esisteva fino a vent’anni fa, poi i tombaroli… Però sulla carta è rimasto un bene storico-archeologico da tutelare.

domenica 26 ottobre 2014

Il tipo iconografico del gastrocefalo. Lettura comparativa di un documento di scrittura nuragica.II parte

di Matteo Corrias
Uno studio del significato simbolico degli eidola di Baubò deve partire, com’è ovvio, dalla caratteristica iconografica maggiormente evidente delle statuette, ossia la gastrocefalia. È idea peculiare delle concezioni antropologiche e fisiologiche arcaiche quella per cui il «ventre» (γαστήρ) sia quasi un’entità indipendente posta all’interno dell’uomo[26], da cui dipendono non solo la fame e la sete, ma anche il desiderio sessuale e (dunque) la facoltà riproduttiva[27]: alla formulazione di quest’idea potrebbe aver contribuito l’associazione del fegato con gli spasmi d’amore[28], associazione che si ritrova anche nei poeti latini[29]. Ora, come Onians ha dimostrato su solidissima base documentaria, il grasso che avvolge l’addome e gli organi interni, in particolare i reni, è ritenuto dai greci, dai latini, dagli ebrei e dagli antichi Indù, come materia in tutto consustanziale al liquido seminale, dunque il principio vitale contenuto nel corpo[30], al punto da essere universalmente considerato la porzione “sacra” della vittima sacrificale, ossia quella riservata al dio, e che pertanto non poteva essere in alcun caso mangiata[31]

sabato 25 ottobre 2014

PREMIO LETTERARIO CAMPIDANU 2014

PREMIO   LETTERARIO   CAMPIDANU 2014
dal 1996,  in ricordo di Faustino Onnis, già Presidente del Premio

Partecipazione aperta a tutti (ndr)


·  il Premio riprende la cadenza annuale
·  ha cancellato la sezione TEATRO
·  ha aperto una sezione per le opere in lingua italiana

e, da quest'anno:

·  invio delle opere per posta elettronica: premio.campidanu@gmail.com
  

I sacri pozzi in pillole: 5. Strada per Maimoni

di Sandro Angei
Pozzo n° 5
Pozzo su una strada laterale della via per la spiaggia di Maimoni, segnalato nel PUC di Cabras , coperto con dei grossi massi, Scavato nella roccia e rivestito nella parte alta con massi di basalto elegantemente connessi. Dista 250 m dal nuraghe Tramontis. 

venerdì 24 ottobre 2014

"Prèmiu de Literadura Casteddu de sa Fae" 2015

BANDU DE CUNCURSU · EDITZIONE 2015

Di Diegu Corràine, Giovedì 25 settembre 2014 alle ore 13.04
Sa SOTZIEDADE CULTURALE CASTEDDU DE SA FAE / SCCF 
cun su patronadu de sa COMUNA DE PASADA,
Bandit su Cuncursu 
"Prèmiu de Literadura Casteddu de sa Fae"
Fundadu dae Màuru Deledda

Editzione 2015
dedicada a Giuanne Frantziscu Pintore 

ROMANZU in Limba Sarda

giovedì 23 ottobre 2014

Monti Prama: si cerca il Tempio


Trascrizione: A Monte Prama si deve scavare ancora per trovare il santuario ipotizzato da Giovanni Lilliu. 
Zucca: “Siamo a 110 metri a nord-ovest rispetto all’estremità settentrionale dello scavo di Alessandro Bedini”. 

mercoledì 22 ottobre 2014

Monti Prama: 1974-2004. I Gigantinos: sovrani e Bue Api

Vd prima parte: Monti Prama: 1974-2004. E il tempio16 Ottobre 2014
Continuiamo la lettura del capitolo 10 di Sardôa Grammata del 2004, di Gigi Sanna.  
#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia 

Cap. 10. IL TEMPIO NURAGICO A "COLONNE SOLARI" DI MONTI PRAMA DI CABRAS E I SACERDOTI GUERRIERI FIGLI DEL DIO YHW. 
[..vd. Introduzione..]

[..]10.2. I sei "Gigantuli" o Ggh[n]loy divini delle tavolette A3, A4, A5 di Tzricotu di Cabras
 
Il ritrovamento nel Sinis, a pochi passi da Monti Prama, delle tavolette bronzee che non a caso abbiamo chiamato da tempo (11) regali e magico-sacrali di Tzricotu consente forse oggi, proprio in virtù di una loro incontestabile forza oggettiva, quella che promana dalla scrittura/e particolare/i, dai nomi e dagli appellativi, dai numeri, dai simboli e dai disegni e da altro ancora, di offrire una risposta ad alcuni di questi interrogativi, anzi l'unica risposta, almeno per ora, possibile.    

martedì 21 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 4. Cannevadosu

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 3)
Pozzo n° 4
Pozzo di Cannevadosu, così chiamato perché si trova vicino all’omonimo nuraghe. A pochissima distanza c’è il sito di Mont’e Prama. Il pozzo rivestito interamente con massi di basalto connessi in modo elegante, alla maniera nuragica, è stato elevato con stratificazioni di materiale moderno e coperto, ahimè, con una soletta di cemento armato e laterizio risalente agli anni 60. La carta dei beni a rischio archeologico, non lo enumera tra i pozzi nell’elenco.

domenica 19 ottobre 2014

Il segno degli eunuchi alla corte dei re Ittiti

I geroglifici anatolici (luvii) cui viene assegnato il significato di "eunuco" Da:  Ilan Peled, Eunuchs in Hatti and Assyria: A Reassessment, In: Time and History in the Ancient Near East: Proceedings of the 56th Rencontre Assyriologique Internationale at Barcelona 26-30 July 2010, Eisenbrauns 2013, pp. 785-797. In precedenza al segno L.438 era stato attribuito il significato di "pastore". 

IL SACRO SEGRETO PALESE (parte II)

con alcuni accostamenti fotografici impertinenti (vd. prima parte)

di Angelo Ledda 

Nella prima parte del testo ho ipotizzato che la rivoluzione “alchemica” abbia generato una nuova forza socio-politica derivata da una nuova visione spirituale, condivisa con sacerdotesse di antica tradizione. Se ho interpretato correttamente il nuraghe-labirinto e la doppia presenza betilica (femminile cava e maschile fallica – foto 15), resta lecito domandarsi se tutti gli edifici che comunemente chiamiamo “nuraghi”, avessero questa valenza e soprattutto se recassero la corona polisemica (raggiante e cornuta, o come la definirebbe il Pittau, “corona radiosa”).

sabato 18 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 3. Tharros, verso lo spiaggione

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 2)
Pozzo n° 3
Pozzo vicino a quello dell’antico acquedotto di Tharros, probabilmente scavato nella roccia, rivestito con pietra calcarea grossolanamente sbozzata. Vera moderna. Il pozzo è in disuso da poco tempo ma è alimentato dalla falda.

giovedì 16 ottobre 2014

Monti Prama: 1974-2004. E il tempio.

Così ci racconta il sito (dimenticato per decenni ed oggi divenuto celebre e conteso in modo talora imbarazzante) Gigi Sanna al capitolo 10 di Sardôa Grammata del 2004. Ricordiamo che a Monti Prama sta per concludersi la missione congiunta tra Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, e l'Università di Sassari con titolarità e direzione scientifica dello scavo affidata a quest'ultima e direttore Raimondo Zucca. La direzione scientifica e la titolarità dello scavo passeranno ora alla Soprintendenza, con direttore Alessandro Usai e l'utilizzo di fondi stanziati congiuntamente per Tharros e Monti Prama, in un primo tempo nel 2011 ed oggi ripresi ed ampliati. MP

#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia

Foto realizzate a Monti Prama nel 1999. Dalla pg. 57 di Sardôa Grammata, 2004, S'Alvure ed. : sin.,  "Resti di una delle colonne in arenaria del tempio dei "guerrieri" di Monti Prama, Cabras, OR"; dx, "Resti di un busto di uno dei "guerrieri"  di Monti Prama, Cabras, OR. 

mercoledì 15 ottobre 2014

A kind of Magic

Per comodità del lettore abbiamo raggruppato tutti i post riguardanti il sito di Monte Prama sotto il tag: Giants of Monte Prama. Gli scritti di Stella del Mattino e della Sera sono invece raggruppati sotto il tag omonimo. MP

di Stella del Mattino e della Sera

Santi subito! I Giganti di Monti Prama: dimenticati fra le pieghe dei libri di storia dal 1974 al 2005, sfuggiti per anni e  anni all'attenzione dei media per pura fortuna, sono assurti in pochi mesi al ruolo di maghi, guaritori, fonte di pellegrinaggi, oggetti di culto, testimonials. Senza tema di esagerare si parla già di miracoli e si intravvedono carovane di turisti che trasportano in loco malati a dorso di mulo.

Primo e più importante miracolo: archeologi e  storici dell'Università di Sassari sono diventati eroi dell'Indipendentismo e del Sardismo. Se non è un miracolo questo!

Secondo miracolo -in fieri: rilancio di una nota linea aerea. Cioè di questo ancora non si sa di preciso: vi faremo sapere.

martedì 14 ottobre 2014

Il tipo iconografico del gastrocefalo. Lettura comparativa di un documento di scrittura nuragica.I parte

di Matteo Corrias

Nel numero 61 della rivista «Monti Prama», Gigi Sanna presentava e analizzava un notevole documento (un coccio proveniente dal territorio di Allai o di Samugheo, probabile residuo di un vaso cultuale)[1] recante, in duplice codice scrittorio (pittografico e lineare), il nomen (o meglio l’ “appellativo”) del Dio nuragico YHWH, del quale la porzione pittografica attesta con singolare chiarezza la natura androgina. Si tratta di una figurina che riproduce un intero corpo umano, la cui parte superiore ha, per la presenza di segni che suggeriscono le mammelle e un ventre dilatato, un aspetto chiaramente femminile, laddove quella inferiore reca un evidente indizio della mascolinità, la rappresentazione del fallo, «schematico di iperbolica, quasi grottesca, dimensione»[2] [fig. 1].

   fig. 1

lunedì 13 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 2. Tharros, Funtana bella

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 1)
Pozzo n° 2
Pozzo che in antico alimentava l’acquedotto di Tharros, la base scavata nella roccia e rivestito superiormente, almeno in parte, con mattoni laterizi che sembrerebbero d’epoca romana. La vera è, evidentemente di epoca moderna, realizzata con blocchi di arenaria murati con malta cementizia o di calce. Il pozzo, tutt’ora in funzione, è utilizzato dal chiosco ubicato lì vicino. Questo pozzo veniva chiamato “Funtana bella”, per la particolare bontà dell’acqua.

domenica 12 ottobre 2014

I nuragici di Monte Prama, il Circulo del Estrecho e la fiaschetta del pellegrino

Mappa della presenza fenicia in Iberia. Patrimoniofenicio.blogspot.it
E mentre in tv e sui quotidiani impazzano i bollettini di guerra della battaglia politica tra la Barracciu e Pili, tra il Mibact e le Università di Cagliari e Sassari, in una intervista rilasciata a Illa Tv l'archeologo Raimondo Zucca ci parla di due importanti rinvenimenti di questi giorni sulla collina di Monti Prama.

sabato 11 ottobre 2014

venerdì 10 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: 1. Is Arutas, matt’e canna

di Sandro Angei
Pozzo n° 1
Il pozzo è ubicato lungo la strada per Is Arutas, denominato “matt’e canna” per via dell’omonima località. Pozzo interamente scavato nella roccia con una vera quadrata costituita da lastroni di pietra, sormontati questi da un cerchio di calcestruzzo cementizio, altre superfetazioni moderne e chiuso con una grata metallica.

giovedì 9 ottobre 2014

I sacri pozzi in pillole: viaggio nel Sinis di Cabras

di Sandro Angei

Introduzione

        Dopo la diatriba sul pozzo di Mistras che tanta discussione pro e contro ha comportato, Atropa mi ha esortato a realizzare un reportage fotografico sui pozzi nuragici.
Quest’estate ho percorso il Sinis di Cabras in lungo e in largo sotto il sole alla ricerca di pozzi, con tanta, tanta voglia di cercare, camminare, sudare e in fin dei conti divertirmi da matti con l’entusiasmo alle stelle, benché la fitta macchia mediterranea e le spine abbiano cercato di logorarmi la pazienza e il fisico; ma ho la pelle dura, non mi arrendo facilmente.
Prima di tutto una riflessione: tutti i pozzi sono sacri a prescindere dalle finalità di utilizzo e dal popolo che li ha costruiti.

lunedì 6 ottobre 2014

IL SACRO SEGRETO PALESE (parte I)

con alcuni accostamenti fotografici impertinenti

di Angelo Ledda 
Taurus draconen genuit et taurom draco
(Il toro è padre per il serpente e il serpente per il toro)

Quanto proverò ad argomentare è l'esito della voglia di “comprendere l'atteggiamento dell'uomo delle società arcaiche di fronte alla materia, di seguirlo nelle avventure spirituali in cui si è trovato implicato quando scoprì la sua capacità di intervenire sul modo d'essere delle sostanze[1]. Tenterò in qualche caso di formulare delle ipotesi, prudentemente perché difficili da dimostrare, ma perlomeno spero, ben argomentate e di un qualche interesse.

All'interno di una inevitabile semplificazione faccio esperienza dell'ipotesi di René Girard che l'origine della cultura possa essere stata di natura “religiosa”, a prescindere dalle teorie da lui formulate sul rapporto tra sacro, violenza e sacrificio che pure stanno sullo sfondo di alcune di queste riflessioni[2]. Questa impostazione, se applicata al mondo “nuragico” insieme alla ormai cospicua bibliografia in materia, mi portano a ritenere un dato acquisito la collocazione nella sfera del sacro del “nuraghe”, in risposta non tanto alla domanda “a cosa servirono” quanto piuttosto “cosa spinse ad edificarli”. Soltanto la risposta a quest'ultima domanda consente di conservare la complessità e le implicazioni nella sfera economica, sociale e politica (e certamente anche militare).

I ragionamenti sull'architettura nuragica che proverò ad articolare tengono conto di due aspetti interconnessi tra loro: la concezione spaziale del nuragico; i rapporti dimensionali tra l'opera costruita in relazione all'ambiente in cui si colloca e all'uomo che li ha prodotti (sostanzialmente i rapporti di scala), che mi piacerebbe si aggiungessero al punto di vista di Franco Laner sugli aspetti costruttivi[3] .

sabato 4 ottobre 2014

Pillole alfabetiche:taw

Dopo la šin (o shin) arriva la taw. Nel proto-sinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.) è una croce: e tale rimane fino al fenicio "standard". Chiude l'alfabeto consonantico a 22 lettere, e chissà che l'espressione "metterci una croce sopra", che usiamo per indicare che una cosa è finita, non sia legata a quest'ultima lettera. Vista l'ubiquità e antichità del segno a croce, non è chiaro quale sia il precursore egizio, o  se vi sia. 
1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

Pillole alfabetiche:šin

Dopo la resh ecco la  šin (o shin). La storia di questa sibilante  include la fusione tra due lettere: la šin (ancora attuale) e la thanna (scritta t o th, un suono interdentale come nell'inglese thin), presenti entrambe nell'alfabeto ugaritico. Nel proto-sinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.) sono attestate due forme, una simile al famigliare segno a W, ma più "morbido" l'altra (rara), simile ad un betile cornuto (Sinai357).  Non è per nulla chiaro se derivi da un geroglifico egizio, perchè non ne esiste un corrispettivo immediato. 

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

Pillole alfabetiche: resh

Dopo la Qof ecco la Resh.  Nata come "testa" umana nel proto-sinaitico ed in qualche caso anche nel proto-cananaico (1), si trasforma nei secoli in un segno molto simile al beth, ma con stanghetta verticale più diritta. 


1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

mercoledì 1 ottobre 2014

La Procura di Cagliari sulle tracce degli "untori"

TG3 Rai Regione Sardegna delle 19:30 di oggi.  Da minuto 5:20 circa
Ebbene sì, la resa dei conti per la banda degli "untori" molestatori, stalkers, sta finalmente arrivando! Sul tavolo del sostituto procuratore Gian Giacomo Pilia della Procura di Cagliari, infatti, a quanto si apprende dal servizio TG3 Rai Regione Sardegna delle 19:30 di oggi, sarebbero finite ben 7 denunce e, grazie al presidente di Nurnet, Antonello Gregorini, pure tutta una serie di segnalazioni che avrebbero dato vita ad una inchiesta per dar loro finalmente un nome, e speriamo anche ciò che si meritano.

Iperego da sarditudine

di Francu Pilloni

Francu Pilloni, sardo”. Così mi presentai al microfono, una mattina di tre secoli fa quando ancora militavo, in occasione di un convegno di studio per alti dirigenti sindacali. Era stato rinnovato il Consiglio nazionale dove i volti nuovi erano la maggioranza. Al pomeriggio ripresi il microfono e andai liscio, pensando bastevole la presentazione del mattino. Invece no; la presidenza volle sapere nome, cognome e città di provenienza: “Sono Francu Pilloni – scandii al microfono - e sono ancora più sardo di questa mattina”.
L’assemblea la prese sul simpatico e la cosa volò via tranquillamente, non senza aver notato che per me non valeva tanto la provenienza da Cagliari, Sassari o Nuoro (come i conterranei aveva esplicitato), ma che ero sardu ebbia, non importa da quale città provenissi.
Insomma, soffrivo di un Iperego da sarditudine che mi faceva diverso, e non dico migliore, da tutti gli altri, perché sono e mi sento differente per cultura e lingua. Da questa sindrome ancora non sono guarito, né credo ne verrò fuori, non avendo preso contromisure efficaci.