martedì 30 settembre 2014

O Capitanu! Capitanu meu!

Dedicata a Atropa 

de Nanni Falconi

O CAPITANU! CAPITANU MEU!
De WALT WHITMAN (1865)

O capitanu!Capitanu meu! Su biagiu nostru est acabbadu,
Amus giumpadu onni temporada,l’amus bìnchidu su desigiadu prèmiu,
Su portu est acurtzu,intendo sas campanas, su pòpolu òrulat allegru,

Sighint sos ogros sa carena chìbera, s’atrividu tèteru vascellu
Ma O coro! Coro! Coro!
O sambenosos rujos gutios in su ponte.
Ue est stèrridu su capitanu meu.
Faladu mortu e fritu.

domenica 28 settembre 2014

Iscrizioni da Israele: ma con numeri egizi

Attorno al IX secolo e fino al VI a.C., gli Israeliti "pre-esilici" adottarono alcune tradizioni scribali egizie, in particolare lo script ieratico ed il corrispondente sistema numerale (1). La cosa interessante è che tra il IX e VI secolo circa, gli scribi ebrei della Palestina combinarono il loro sistema scrittorio con una variante paleografica dei numerali ieratici, denominata "Hebrew hieratic": in altre parole scrivevano in mix quando occorreva inserire dei numeri. L'esempio più noto è l' ostracon di Tell el-Qudeirat (antica Kadesh Barnea), considerato un esercizio scribale e risalente al IX-VIII secolo a.C. o al VII secondo la stratigrafia (fig. 1). Il mix sull' ostracon è rimarchevole: il numero 10000, ad esempio, viene scritto combinando il segno egizio per 10 con il numerale "lessicale" "migliaia" del paleo-ebraico (2).

sabato 27 settembre 2014

Ancora news da Mont'e Prama: Ritrovato il 31° Gigante

Immagine dall'Unione Sarda: statua di pugilatore ritrovata giovedì
Monte Prama ci regala la trentunesima scultura nuragica, lo ha reso noto ieri l’archeologo e docente dell’Università di Sassari Raimondo Zucca durante un convegno ad Alghero, dove è stato presentato il volume “Giganti di Pietra”.

venerdì 26 settembre 2014

Il bronzetto di Vulci chiamato il "sacerdote-pugilatore"

Fig.1: il bronzetto di Vulci, dalla
"Tomba dei bronzetti sardi"
Dal sito del Museo di Villa Giulia, Roma: "Figura umana con alto cappello troncoconico, lunghi capelli intrecciati sul petto, abito con terminazione a punta nella parte posteriore; braccio destro piegato, sull'avambraccio una guaina da cui pende un oggetto di forma sferoidale; un grande "scudo" ripiegato intorno al braccio sinistro; sandali aperti ai piedi; poggia su di un supporto a forcella. Gli elementi di vestiario trovano confronti con figure di sacerdoti, in particolare il cappello troncoconico e la presenza dei sandali, elemento raro nelle altre raffigurazioni. A rappresentazioni di pugilatore sembra rinviare l'abito terminante a punta sul retro, lo scudo in cuoio ripiegato, che generalmente è però portato sopra la testa e, soprattutto, la guaina con l'elemento globulare pendente che riveste il braccio destro. Si tratterebbe quindi di una figura complessa, di sacerdote-pugilatore, portatore di scudo, connesso con i ludi, una figura quindi con un significato simbolico e rituale estremamente spiccato. Queste categorie di bronzetti, frutto di una produzione che inizia già nel Bronzo finale e perdura per tutta la prima età del ferro, in Sardegna hanno carattere prevalentemente votivo; si trovano, infatti, quasi esclusivamente nei santuari, dove venivano offerti alla divinità come ex-voto. La loro destinazione, una volta giunti in Etruria, sembra mutare, divenendo prevalentemente funeraria; le particolari caratteristiche del rito funerario villanoviano consentono, però, di affermare che il carattere votivo di questi oggetti si conserva. Infatti, è stato ipotizzato che questi oggetti, probabilmente più antichi del contesto nel quale sono stati rinvenuti, siano conservati a lungo nella famiglia, e pur perdendosi la memoria della loro destinazione originaria, si conserva il ricordo della loro destinazione votiva come "pietas" rivolta ai parenti anziché alle divinità."

giovedì 25 settembre 2014

Eccolo: il nuovo Gigante

#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia
Quasi in diretta dal TG Videolina delle 19 del 25 settembre 2014..un momento storico.

News dagli scavi di Monte Prama


Immagini del nuovo straordinario Gigante, dal profilo Twitter di Nicola Pinna 

La tavoletta di Dispilio: 5202 ± 123 anni a.C., così dice la datazione al carbonio

"The most unexpected of the finds, a cedar tablet the lake carved with 10 rows of “signs” was 14C dated to 5202 ± 123 BC, and is the oldest known engraved wooden tablet. In addition, clay tablets and other clay finds engraved with similar signs were also unearthed from layers dated either to the end of the Middle Neolithic or to the Late Neolithic I period. The dating of the Dispilio engraved finds is similar to those that appeared in southeastern Europe around 5300 BC, some 2000 yr earlier than any other known writing. These signs and inscriptions are considered by some scholars a specific script of literacy (Winn 1981; Merlini 2005; Lazarovici and Merlini 2005; Owens 2009). If this proves to be a primary source of written communication, the history of writing should be reconsidered and Neolithic societies can no longer be considered “societies without writing.” (1). 


venerdì 19 settembre 2014

Il Venerdì di Monte Prama

Il Venerdì di Repubblica del 19 Settembre 2014 dedica un articolo (pp. 66-68) alle statue di Monte Prama, a firma Cristina Nadotti. Il titolo può apparire provocatorio, ma solo per chi non sia famigliare con questo complesso scultoreo: E se la Grecia avesse copiato dalla Sardegna? L'autrice si riferisce ovviamente alla datazione delle sculture di Cabras, che piano piano sta scivolando sempre più indietro: [..] se fosse stata confermata la datazione al IX secolo avanti Cristo, ormai largamente accettata dagli studiosi, le grandi statue a tutto tondo sarebbero state le più antiche del Mediterraneo, antecedenti ai kouroi dell'antica Grecia, seconde solo ai colossi egizi [..]. A me non risulta che quella del IX secolo sia una datazione largamente accettata dagli studiosi, ma alla giornalista gli studiosi devono aver detto così: sicuramente non viene sbandierata  a tutto spiano.

mercoledì 17 settembre 2014

Barchette nuragiche fittili

"Non solo bronzo: le navicelle venivano realizzate anche in terracotta. A Su Mulinu di Villanovafranca, dal vano trasformato in luogo di culto, provengono centinaia di lucerne a forma di navicella.Esposte al Museo di Villanovafranca, sono ora in prestito alla mostra "L'isola delle torri" (Dalla pagina Facebook di "Isola delle Torri"). http://www.isoladelletorri.beniculturali.it/

9000-7000 a.C. e nel Mediterraneo già si navigava alla grande: parola di archeomammiferi

di Atropa Belladonna
Fig. 1. Frequenza cumulativa dell'immigrazione di piccoli mammiferi (non volatili) per le 5 "vere" grandi isole del Mediterraneo: Cipro, Creta, Sardegna, Corsica e Maiorca (1). Con "vere" l'autore designa isole che siano rimaste separate per un periodo di tempo sostanziale, soggettivamente definito dall'autore come un periodo che va circa dall'inizio dell' Olocene (ca. 10000 a.C.).  Il "picco" di immigrazione dei mammiferi verso le grandi isole si ha attorno a 7800 anni fa, cioè ca. 5800 a.C.. BP = Before Present (prima dell'epoca presente).

sabato 13 settembre 2014

Il porto di Wadi al-Jarf sul Mar Rosso: 4600 anni fa

Fig. 1: il molo dell'antichissimo porto sul mar Rosso è ancora parzialmente visibile oggi, in condizioni di bassa marea (1)

domenica 7 settembre 2014

Antichi flautisti

Immagine da questo sito.  Figurine of an Ithyphallic Man Playing the Double FluteEgypt, Late Period - Roman Period (711 BCE - 100 CE); Sculpture Bronze;  Gift of Carl W. Thomas (M.80.203.162);  Height: 4.9 cm. 

giovedì 4 settembre 2014

I RESPINTI AMORI DI MAFALDA DA SEMESTENE

di Alberto Areddu

Breve riassunto delle puntate precedenti: in un articolo che potete trovare su academia.edu (la lettura è preliminare), ho rivelato che una misteriosa epigrafe della Chiesa di San Nicola di Trullas, non sia interpetrabile come una epigrafe etrusca (come ebbe a sostenere, primo e unico, Massimo Pittau) né che debba esser letta con chiavi insensate fornite da altri studiosi o indagatori. In pratica la traduzione è: ancora son vivo ancora/per dare pene a te che deriva da un distico (in origine forse una quartina) ancora ben conservato in ambito popolare in quel di Chiaramonti. Orbene chiamato in causa M. Pittau è intervenuto sul sito archeofilo pierluigimontalbano.blogspot.com dove, dopo aver riconosciuto en passant di aver preso un abbaglio (peraltro mai ammesso precedentemente) e detto che "Alberto Areddu… ha messo le basi essenziali - a mio giudizio - per una esatta interpretazione dell'iscrizione e pure quelle di una sua verosimile traduzione" subito dopo se ne ritrae perché dice:

mercoledì 3 settembre 2014

Un altro "doppio-betilo": ma stavolta è mini e ha i piedi; cose che capitano.

Bronzetto nr. 266 del catalogo Lilliu : "E' ipotesi plausibile che la figurina  rappresenti un doppio betilo antropomorfizzato in parte[..] Evidente il confronto con la pietra a doppio betilo di Santa Vittoria di Serri" (1).

martedì 2 settembre 2014

Sei nobile? allora non farlo vedere

di Atropa Belladonna

Fig. 1. Il tempio di Seti I (XIX dinastia, 1290–1279 a.C.)  ad Abydos-cappella di Amun-Re. Da questo sito. Si noti a sinistra il dio con gli attributi di Min (il flagello, il fallo eretto e la posa a piedi uniti, mummiforme); a destra il dio nell'atto di incedere e piedi disuniti: in questa posa (bipedal stance) la divinità non veniva mai presentata in forma itifallica. Il fallo del faraone e di altri nobili non veniva invece mai rappresentato, almeno dal Nuovo Regno (iniz. 1550 a.C.) in poi (1,2).