lunedì 31 marzo 2014

SA PERDA DE NORANISH

de Karmel*

In s'utima riunioni in sa "Domu Manna," is bidanesusu Majores, anti decidiu de fai iscriri, una perda
fitta, de ponni in su Malkitu de Noranish, po su santu Nogaresu Lefisi (Santu Lefisi, esti unu
Gigantinu fillu de AK, è nasciu a Noranish, ma esti bei bofiu, de totu sa genti de is pramasa in terra Shardana). Custa iscrittura depidi essi fatta a nomini de sa bidda de Tarshish e de sa bidda amiga Gorrash. Po fai custu traballu esti stetiu incarrigau su bidanesu Jacu.
Ziu Jacu, decididi de si fai iscri sa perda de Ziu Borore, poita issu, esti su mellusu maistu de perda in Bida.
Intrau in buttega, Jacu preguntada a Ziu Borore, si podidi fai custa Santa Iscrittura po Lefisi de Noranish.
"Po mimi esti unu presceri, mannu, su de essi stetiu scioberau po fai custu traballu"  arrespundidi Borore
"Maistu Borore - du narada Jacu - labai ca amancanta sceti cincu disi, po sa festa manna de Santu Lefisi"
"Non timasta Jacu - arrespundidi Borore - a mimi srebidi sceti una di, po approntai su traballu; prusu a prestusu, narami; ita depu iscriri? "
"Is fueddusu, de ponni in sa perda, funti custusu," e cumenti chi vessidi preghendu, Jacu narada:

domenica 30 marzo 2014

E dalla terra del principe Carlo spunta una defunta dell' Età del Bronzo

by Siziliano

On the grounds of Prince Charles of  Britain, a cremated corpse has been found! It is assumed to be the remains of a female (1900-1500 BC).

Well, we speak of an archaeological finding, a princely decorated inhabitant of Dartmoor, a most repelling region of England. Who was the noble person being buried in this pristine region? Archaelogists have now opened the grave: ornaments made from amber and pearls shall now solve the mystery.

Whitehorse Hill is a most inhospitable place. The tip of the hill is about 600 m above sea level, always exposed to the cold, strong winds. About ten years ago, a heavy storm exposed the front side of a small chamber, margined by stone platters. Initially, it was secured and left alone. Only, as again recently, heavy weather caused a threat for the site, the Historic Environment Projects Team of Cornwall Council together with Archaeologists from University of Plymouth started to investigate the grave. They found ‘the most impressive collection of prehistoric grave-donation that had been found so far in south-west England’. As the person deceased some time between 1900 and 1500 BC, she was vested with fine dresses, burned on a funeral pyre, and afterwards precious donations were placed into the tomb.

sabato 29 marzo 2014

Il rame di Cipro, la regina di Ugarit e la Sardegna.

di Atropa Belladonna
giovedì 19 maggio 2011

L’ articolo di Paolo Bernardini (1) mi aveva incuriosito per una cosa in particolare: il segno su uno dei lingotti ox-hide  di Serra Ilixi (indicato dalla freccia in figura 1a), definito in scrittura Lineare A, una scrittura minoica indecifrata, testimoniata principalmente sull’ isola di Creta dal XIX fino al XIV sec a.C. (2).

venerdì 28 marzo 2014

Sbarco nel porto dei Giganti

di Giancarlo Negri*

Da questa schiena allungata di foca in poi bisognava risalire il vento, ché il maestro l’avevamo in fronte, teso come un giavellotto. Rimaneva sì e no una parasanga per arrivare all’altro capo montuoso che si sporgeva a guardare chi arrivasse e proseguire poi per le spiagge bianche, con le lave che avanzavano in acqua, dopo le terre rosse. Tra poco avremmo visto le sagome delle torri, perché volevamo raggiungere direttamente il Consiglio,  per dare la notizia sulla missione tanto attesa.  Nonostante la difficoltà a proseguire, il mare si manteneva navigabile. Ecco, adesso, il placido  golfo a dritta. Davanti, immenso, il vulcano. Oggi il fumo pare distendersi placido come su un’amaca allungata verso la pianura, a sonnecchiare. La prua di bronzo, a testa d’ariete, fende il vento teso e le vele strappano l’aria, tendendosi. Gli spruzzi mi raggiungono a tratti, come un lavacro.

giovedì 27 marzo 2014

Il bambino di Taramsa e gli altri antichissimi "seduti per l' eternità"

di Atropa Belladonna

Fig. 1: il bambino di Taramsa, deposto semplicemente mettendolo seduto col volto rivolto ad est (da. 1a). E' stato trovato su una collina che venne utilizzata  nel Paleolitico Medio (300000-30000 anni fa) come cava per ciottoli di selce. Si trova nell' Alto Egitto (fig. 2), ad est di Naqada. La datazione, dapprima attribuita a 55000 anni fa (1b), è tuttora incerta (1a). Attualmente si trova conservato al Museo della Civiltà Egizia a Il Cairo, in attesa di ulteriori analisi. 

mercoledì 26 marzo 2014

56 mila anomalie soccombono contro un crogiolo

Nelle vicinanze di Monte Prama, nel Sinis di Cabras, ci sarebbero 56 mila anomalie (io penso ancora ad un errore di stampa! 56 mila anomalie!?), rilevate con i georadar dell'Università di Cagliari da parte del team guidato dal geofisico Gaetano Ranieri. Questo scrive la Nuova Sardegna in data 25 marzo 2014, articolo firmato da Enrico Carta. "Questa strumentazione permette di esaminare il sottosuolo da una profondità che va dai cinquanta ai centottanta centimetri. Grazie ad essa, poi, un esperto è in grado di rilevare le anomalie nel sottosuolo e per anomalie si intendono elementi che non sono componenti naturali del terreno. Nella zona di Mont ’e Prama, di queste anomalie ne sono state rilevate ben 56 mila. Sono pietre di dimensioni superiori a quelle che si dovrebbero trovare in quell’ambiente. Hanno un diametro che supera i quindici centimetri e quindi devono per forza essere elementi non “naturali”. Tanto più che, sebbene ancora nessuno voglia lanciarsi in ipotesi prima di avere davanti agli occhi la meraviglia del Sinis, spesso queste pietre o questi massi sono posizionati in maniera geometrica. È un disegno che la natura non può aver fatto. È qualcosa di umano, talmente umano da essere risultato per decenni impensabile. [..] Forse è un santuario, il più grande santuario dell’isola di epoca tardo nuragica. Ma forse è addirittura di più, ad esempio una metropoli, se si considerano le dimensioni delle città dell’epoca, perché non sarebbe solo il terreno vicino a quello dove sono state trovate nel 1974 le statue a finire sotto la lente di ingrandimento degli archeologi"  Una metropoli? ma pensa....e senza scrittura per di più!

martedì 25 marzo 2014

3,5 / 1.500

di Lorella Tola*


Ha sei anni la bambina e cosa può sapere del dolore? Niente !
Immersa com'è nelle felicità, non c'è traccia, non  c'è segno, non c'è pensiero triste che possa distorgliela da questo momento di gioia intensa. Eccola in moto, la moto rossa del babbo, col suo babbo, che quella sera la porta al paese dei nonni. Intorno adesso tutto è nero e la piccola luce del faro non può rischiarare quella notte enorme. Non c'è cielo, non c'è terra ne' orizzonte ma un intreccio armonioso in cui la piccola moto pare volare, o solcare il buio quasi fosse una barchetta d'argento.
Ecco la luna, e le stelle!!

lunedì 24 marzo 2014

Ottobre 2010:una giornata ad Oschiri. E il 22 Marzo 2014

Foto dalla pagina facebook di Giorgio Pala (presidente dell' Associazione Culturale Onlus "Su Furrighesu"): Gianfranco e Giorgio davanti al cosiddetto "altare" del sito di Santo Stefano ad Oschiri. C'ero anche io e fu una giornata memorabile.

domenica 23 marzo 2014

Il segno a Tanit su un coccio nuragico di Selargius

E' stato pubblicato sulla rivista online Suplanu.net  e segnalatoci da Eros Suà in data 22 marzo 2014. E' un coccio, in tutta evidenza di fabbricazione nuragica, rinvenuto nelle campagne di Selargius da Carlo Desogus. Potete leggere qui l' articolo di Sergio Atzeni. Sono d'accordo zero-virgola con l' interpretazione che ne viene data nell'articolo, nella chiave solita feniciocentrica, ma l' importante è che il coccio sia uscito dal limbo.

Fig. 1. Il coccio di Selargius con il segno a Tanit. Immagine da questo sito. Si noti un secondo segno sulla sinistra e la "testa" della "donnina", marcatamente a goccia un "marcatore" tipicamente egizio (caratteristico del segno 'ankh (vita)) e non di ambito fenicio-punico (1a,b) (fig. 2). La testa a goccia si ritrova anche sul famoso antropomorfo della scrittura proto-semitica di Wadi-el-Hol in Egitto (2d). 

sabato 22 marzo 2014

BAT-woman e la prigioniera col Toro

di Atropa Belladonna  vd. prima  parte

O la prigioniera del toro, oppure sono prigionieri entrambi o nessuno dei due? L'incisione sul retro di questo ostracon da Hierakonpolis (figura 1) (1) non credo riuscirà mai a mettere d'accordo gli studiosi (la riprendo più avanti nel post, per un' intrigante comparazione con un reperto da San Vero Milis), ma sul davanti di esso tutti concordano che vi sia  una delle raffigurazioni più antiche della dea taurina Bat (1). E la mia domanda è: questa raffigurazione, vecchia di oltre 5000 anni, è  il segno o il precursore del segno che abbiamo chiamato-tentativamente- 'ankh/Tanit o  la "donnina" (2a)?


Fig. 1a. L' ostracon dall'area HK29A di Hierankonpolis, denominata "centro cerimoniale" o tempio, della fase predinastica, (3600-3100 a.C. circa).  La città esisteva  già nella prima metà del IV millennio a.C., e comprendeva diverse "facilities", quali il tempio, una grossa birreria, una fabbrica di ceramiche; inoltre vi erano un cimitero per i lavoratori ed uno per le élites. In epoca dinastica si ridusse fortemente e venne chiamata Nekhen. Immagine da questo sito

mercoledì 19 marzo 2014

Sutiles Naves (navi cucite) del Mediterraneo

di Gerolamo Exana
Navicella proto etrusca su un vaso fittile da Veio VIII sec. a.C. e particolare della protome della navicella di epoca nuragica da Urzulei molto simile alla raffigurazione della navicella proto etrusca.
Nella baia di Zambratija, in Croazia, circa 50 km da Trieste, sono stati ritrovati i resti di una barca con una decina di metri di lunghezza, di cui poco più di metà dello scafo è conservato.  Il ritrovamento è stato  segnalato da un pescatore che ha dato la posizione ai due archeologi croati  Ida Koncani e Marko Uhač del Ministero della cultura. Inizialmente, si pensava che fosse di epoca romana, ma la datazione al carbonio 14 ha sorpreso tutti, il relitto è molto antico: XII secolo a.C. circa, appartenente all’età del Bronzo.

martedì 18 marzo 2014

Tombe nuragiche, storie parallele ed un piccolo puzzle

Da: Raimondo Zucca, Il tempio di Antas, 1989 C. Delfino Editore.  La citazione di Zucca si riferisce a "O. UGAS, G. LUCIA, Primi scavi nel sepolcreto nuragico di Antas, AA VV, La Sardegna nel Mediterraneo tra il secondo e il primo millennio a.C., Cagliari 1987, pp. 255 Ss.

domenica 16 marzo 2014

E con le mareggiate d'inverno spunta il terzo cartiglio di Tharros

Un tratto di spiaggia altamente dinamico, diverso da un anno all' altro, come capo San Marco, a sud della Torre di San Giovanni Sinis: nella zona  c'è tanta di quella sabbia che la stessa, sotto la spinta dei venti e delle mareggiate, non trova di meglio che muoversi da un punto all' altro della tormentata costa ovest. Non per niente la parte di costa ad ovest, sul Mar di Sardegna, si chiama Mare Vivo, contrapposto al Mare Morto del Golfo di Oristano (dove invece si affacciano i resti visibili della città di Tharros). 

E così, dopo aver fatto tornare sotto la sabbia il volto inciso di Capo San Marco, le mareggiate hanno pensato bene di far emergere - poco più a nord- altre rocce: una delle quali reca incisi dei geroglifici, dentro una cornice ovale che ricorda da vicino i cartigli egizi. Come i due visti in precedenza e vicinissimi a questo terzo (fig 1-4) . 

giovedì 13 marzo 2014

Il Verbale

*di Sempronio Manis

Il maestro N.N., che aveva avuto l’incarico di esperire gli esami di riparazione, invitò gli scolari a prendere posto nel cortile della scuola, sotto un albero di bagolaro e disse: “Non voglio infierire su di voi; faremo un dettato e, chi lo avrà fatto bene, sarà promosso”.
Una bambina, che aveva i riccioli del colore delle penne di un corvo e le guance come una rosa, chiese se poteva iniziare a scrivere la data.
Un bambino che pareva un pioppo di fiume, con le braccia come rami e con un panino per mano, alzò la testa e fece un cenno come a dire che non gli pareva che ci fosse fretta.

Il bambino che gli sedeva accanto, che gli sarebbe assomigliato se non fosse stato solamente la metà in statura, disse di aver già scritto il nome del comune e la data.

martedì 11 marzo 2014

lunedì 10 marzo 2014

La lamina di Sulcis, un documento unico

E' la cover-girl del libretto Parole di Segni: l'alba della scrittura in Sardegna (fig.1), redatto dopo l' omonima mostra del 2011. Si tratta della "lamina di Sulcis", in oro, con iscrizione. Rinvenuta nello strato più profondo e antico del tophet e risalente, secondo l' analisi paleografica di Maria Giulia Amadasi, all' VIII-VII sec. a.C. (2)

                         
Figura 1: la laminetta aurea di Sulcis sulla copertina del libro "Parole di Segni: l'alba della scrittura in Sardegna" (1). Immagine da questo sito. All'interno del libro la lamina viene commentata nel modo seguente: Nr. 60 Laminetta, oro, Cagliari, Museo Archeologico nazionale; S. Antioco (CA), città di Sulky, area del tophet. h cm 1.5; largh. cm 1.9; Porzione di laminetta parzialmente ricomposta, con lettere graffite, corripsondenti ad una invocazione a Baal; una lettura alternativa vi legge il nome B'l'. (1). (seguono riferimenti bibliografici, ma questo è tutto). Si notino le minuscole dimensioni dell' oggetto (2), un unicum assoluto nel contesto funerario "fenicio-punico" (3). 

domenica 9 marzo 2014

La valvola

*di Stella del Mattino e della Sera

"E se poi mi scappa fuori l' anima?" aveva chiesto Ottaviano alla dottoressa. La quale  a questo punto della discussione si era alzata in silenzio ed era uscita dalla stanza: ci voleva una pausa.
Ottaviano considerava la questione come molto seria: non era forse il cuore la sede dell' anima? E non evocava quel nome "valvola mitrale" qualcosa come la chiusura di una bombola del gas? E non si era forse detto sempre che l' anima fosse gassosa? 
Immagine da questo sito
No, no, bisognava andarci cauti e lui non aveva nessuna intenzione di firmare il consenso all' operazione, gli mancava solo di perdere l' anima dopo tutto quello che aveva già perso!
No grazie  -pensò- io mi tengo la mia debolezza, affaticabilita' e difficolta' di respiro; e la mia anima. La dottoressa rientrò in stanza e provò a fargli capire che nella letteratura scientifica non esistevano precedenti di qualcuno che avesse perso l' anima per un intervento a cuore aperto. Per di più quella del cuore sede dell' anima era solo una favoletta degli Antichi. 

sabato 8 marzo 2014

"Strane" sorelle

Rosalind Franklin1920-1958
Fu solo dopo essere letteralmente saliti sulle sue esili spalle da gigantessa della scienza, che Watson e Crick capirono  del tutto la bellezza e la semplicità della doppia elica del DNA: difficile dire a che punto fossero nel 1953 (pubblicarono poi su Nature nell' aprile di quell' anno) prima che un ex collaboratore della Franklin- Maurice Wilkins- mostrasse loro i patterns di diffrazione ai raggi X ottenuti dalla Franklin e gli appunti di lei. Che si stava trasferendo dal King's al  Birkbeck College e, secondo le parole di Wilkins a W&C, adesso loro avevano campo libero. Solo il tempo le rese piena  giustizia, riconoscendole inoltre, post-mortem, che aveva avuto ragione nel sostenere che il materiale genetico del virus del mosaico del tabacco non era una doppia elica di DNA, ma un'elica singola di RNA. Cose che adesso si studiano su tutti i libri, ma che allora, quattro anni dopo il fresco dogma dichiarato della doppia elica e del flusso univoco dell' informazione genetica (DNA-RNA-proteina), era un'eresia: ma i dati sperimentali quello le dicevano e lei quello scrisse.  

venerdì 7 marzo 2014

La spirituale androginia del Toro

Egyptian Hieroglyph of sacrificial bull foreleg.(1)
vd. I parte

[..] the constellation of Ursa Major was a prime contributor to the ancient Egyptian theme of sexual versatility. The Northern constellation personified the power of both masculine virility and feminine birth in one singular shape: the foreleg of a sacrificial bull. The bloody foreleg of a slaughtered bull was used as the primary source of religious sacrifice to the god Osiris in ancient Egypt, due to its internal marriage of both male and female elements. Above all else, the spirit of the bull was representative of male "virility, fertility and strength,  which is swiftly juxtaposed to its feminine relationship to birth. Strikingly, the ancient Egyptian term for a masculine bull was "Ka," which was the root of numerous feminine words such as, "kat" (vaginal) and "bkat: (pregnant woman). Linguistically, the Egyptian name for a fertile bull took on a female identity of vaginal birth and rebirth, encompassing both genders simultaneously.[..] (1).

giovedì 6 marzo 2014

Incroci

*di Fabio Martello

ignoriamo tutto o quasi tutto, e non soltanto degli incontri, avvenuti o mai avvenuti, tra singole persone di tempi diversi, ignoriamo tutto o quasi tutto delle vie che portano da un tempo all’altro, vie che investono non solo l’individuo ma intere masse, intere civiltà, interi popoli, vie che ci rimarranno per sempre oscure, le loro imperscrutabili od ingegnose o casuali geometrie,  e nessuno, d’altra parte, che si accinga all’indagine, che insegua la preda, che si metta sulla pista su cui impazziti e folleggianti pattinano e talora rotolano, in assenza, per la verità, di un vero e proprio attrito radente, i tempi, i molteplici e folli e deliranti tempi che in questo o questi mondi ci sono toccati in sorte, tempi che ci sfuggono sempre dalle mani, tempi di cui non ci accorgiamo mai veramente, così come non ci accorgiamo mai veramente di vivere, poiché senza coscienza del tempo non c’è nemmeno coscienza di vita, una vita che perciò stesso liquidiamo come vita-non-pervenuta, o come vita-connotata-da-un-grado-ontologico-tutt’al-più-supposto-o-supponibile, tutt’al più, nessuno, in ogni caso, che tampini le sgangherate ed accalcate vagonate di tempi dirette verso quella non catalogabile destinazione chiamata esistenza, qualunque cosa voglia o non voglia significare, poi, questa parola, esistenza, tutti questi puttaneschi e clowneschi caravanserragli di tempi ammassati gli uni sugli altri ci resteranno per sempre ignoti, nonostante gli esempi

martedì 4 marzo 2014

Scrittura e lessico nuragici. Il serpente e la lettura completa della voce NR, 'lux aeterna' (I).


L'acquisizione di una sempre maggiore documentazione sulla scrittura adoperata dai nuragici in un arco di tempo che dura per mille e cinquecento anni e forse più (1) e cioè dal XVI secolo a.C sino al  III secolo a.C., consente oggi una lettura sempre più precisa del lessico, perlopiù semitico (2), adoperato dagli scribi nuragici per rendere onore e gloria al loro unico dio yh (ma scritto anche y, h, yhh, yhw, yhwh).
  Diversi documenti in bronzo, in pietra e in ceramica presentano una delle voci più comuni del paleosardo ovvero la parola biblica NR/NL, che significa propriamente 'lampada' (3) ma che in nuragico ha il valore traslato di 'luce'  in generale. Quella che nella Bibbia comunemente viene chiamata 'aôr (אור).
   Il modo di presentarsi della parola NR, naturalmente, è quanto mai vario dal momento che i nuragici, così come gli egiziani, riportavano le parole non solo in sequenza consonantica ordinata (di ispirazione scrittoria protocananaica) ma anche servendosi a rebus degli stessi oggetti oppure dei monumenti che, per il loro particolare aspetto e la loro conformazione, riportano dei pittogrammi-logogrammi (disegni esprimenti parole), degli ideogrammi (numeri) e dei pittogrammi con valore acrofonico.  Talvolta però il valore della prima consonante è acrofonico (tende cioè a rendere la nasale iniziale presente nella parola)  e nello stesso tempo pittografico (tende cioè a rendere l'intera parola).
  

domenica 2 marzo 2014

Le donnine di Amun (e le altre): co-evoluzione del segno 'ankh e del segno a Tanit

Riprendiamo altri due articoli dal blog di Gianfranco Pintore, non più accessibili nella loro interezza. Per il semplice motivo che ho finalmente sviluppato le idee per scrivere la terza parte. Forse. AB

Le “donnine”di Amun (e le altre) in Sardegna. 1a parte

di Atropa Belladonna, 25.03.2012

Su diversi scarabei sardi campeggia un particolare segno, molto famigliare: la ’ankh, il geroglifico per “vita” (figura 1). A volte esso assume tratti che lo rendono pressochè indistinguibile dal segno a Tanit. In qualche caso lo si ritrova come parte di un trigramma che rende facilmente Amun (JMN in egiziano) per crittogrammi acrofonici (fig. 1c-e) (rif. 1g, ndr);  in altri casi si trova al centro di un arrangiamento simmetrico che a prima vista può sembrare puramente e solamente decorativo, ma che non lo è (fig. 1h-l). 


Figura 1: a. Metropolitan Museum, strato di fondazione del tempio di Hatshepsut(ca. 1473–1458 a.C.); b. Museo di Portland, Oregon (3), scrittura crittografica di Amun; c.Monte Sirai (4)d.Tharros(4); e.Tharros (4); f. collezione Magnarini, nr. 03.17 (2), forse cipriota del 728-525 a.C.; g.Kition (4, fig. 31);  probabile lettura incrociata, crittografica: Amun (JMN) per 3 volte ( dall’ alto in basso, da dx a sin. e da sin a dx); h. Nora (4, fig. 30);   i.Tharros (6); l.Tharros (6)

sabato 1 marzo 2014

Dietrologie? no davvero, faccio solo davantologie

L'edificio di Narbolia denominato chiesa di S' Eremita Matteu ha scatenato su facebook un piccolo putiferio, specificamente sulla pagina dell' associazione Tocoele. Ora a me frega nulla se l' archeologo Giuseppe Maisola la pensa diversamente da me-che peraltro non penso nulla visto che ho solo formulato delle blande ipotesi - ma mi fa profondamente incavolare che mi accusi di fare dietrologia. Per di più dentro una discussione che posso vedere ma in cui non posso intervenire, neppure per dire che non è affatto vero che io avrei affermato che quell' edificio era un nuraghe o che quella era una struttura punica, come avrei detto secondo Marie-France Ruf.  
Siccome non posso replicare là, lo faccio qui (dove invece loro possono discutere se vogliono): non faccio mai, e dico mai, nessuna dietrologia, ma come si permettono, cosa dicono? I dati li presento come sono, non mi interessano le ipotesi complottistiche o altro: le mie sono solo davantologie. E le ipotesi le presento come possibilità basate sui dati a disposizione, non come certezze comprovate: perchè per quello occorrono altri tipi di analisi, che non siano una semplice fotografia o una mia impressione personale.