venerdì 28 febbraio 2014

Le donnine scolpite di Narbolia

Narbolia (OR). Siamo nel Sinis, nella zona dell' Alto Oristanese. Il sito della ProLoco non dice molto su questo monumento, in rovina ma straordinario: è una chiesetta di sassi, che definire strana è poco. Tra il nuraghe "Zuddias" e quello di "Caronas" si trova "Su cuccuru 'e 'eremita", dove possiamo ammirare le rovine di "S'eremita Matteu", sono le scarne parole di descrizione del sito (figura 1).

Figura 1a. La facciata (parte superiore) della chiesetta di Narbolia, denominata "S'eremita Matteu"

giovedì 27 febbraio 2014

I Nuragici tornano in Etruria nel III millennio d.C.

Il 25 febbraio 2014 la rubrica quodidiana GEO (Rai 3) ha ospitato Franco Campus e Flavia Trucco, curatori della mostra "La Sardegna dei 10000 nuraghi", in corso al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Dalla tramissione Geo del 25/02/2014:  i modellini in figura sono copie degli originali, realizzati per i visitatori ipovedenti.

mercoledì 26 febbraio 2014

800000 anni fa: impronte di Homo antecessor nel Regno Unito

Happisburgh era giá famoso dal 2005, da quando cioè ha iniziato a restituire dei manufatti di selce che portavano indietro di una pochezza di 350000 anni la comparsa del genero Homo nell'Europa del nord. Adesso quel sito ha fatto anche di più: l' erosione costiera, drammatica sotto molti punti di vista, ha messo in evidenza impronte di Homo antecessor, una specie estinta. Le impronte (figura 1) risalgono ad un'epoca compresa tra 0.78 e 1 milioni di anni fa. Sono le prime così antiche scoperte fuori dall' Africa (1) e comunque tra le poche che risalgano a oltre 40000 anni fa (figura 2).

Figura 1. Vertical image of Area A at Happisburgh with model of footprint surface produced from photogrammetric survey with enlarged photo of  footprint 8 showing toe impressions. (1)

martedì 25 febbraio 2014

I trapanati di Siddi e un granuloma d' ossidiana. E Is Aruttas a sorpresa.

A sin.: la mandibola con granuloma da inclusione di ossidiana ed a dx. un  cranio con trapanazione.  (sepoltura collettiva di Scaba ’e Arriu , fase XXIX-XXVII sec. a.C.) (da: 1)
Una tomba del III millennio a.C.,  a sviluppo verticale con corridoio d’ingresso, anticella e cella ipogeica. Si tratta della sepoltura di Scaba ’e Arriu (Siddi, Medio Campidano). I resti di due gruppi distinti: uno formato da un centinaio di individui, rappresentato da ossa in mediocre stato di conservazione rinvenute nel corridoio e nell’area circostante, appartenute alle genti di Filigosa-Abealzu e datate al XXIX-XXVII sec. a.C.); l' altro appartiene alla fase Monte Claro, rappresentato da ossa di una quarantina di individui (XXVI-XXV sec. a .C.), rinvenute nella cella e nei settori N dell' anticella. "Il sito è una testimonianza chiave, per la sua natura pluristratificata, con deposizioni che coprono un arco cronologico-culturale articolato in due fasi distinte."(1).

lunedì 24 febbraio 2014

Riti del Goceano

Per Gianfranco: gli sarebbe piaciuto, questo racconto. 

*di Gotianu Minore

Deo so Gotianu, fizu de Goto Minore, naschidu nel centro più importante del Goceano.
Non so se voi riferite la vostra origine ad Adamo ed Eva o, più laicamente, a quella Lucy africana di oltre un milione di anni fa. Noi del Goceano non siamo né di questi, né di quelli. Siamo diversi, siamo figli dei nostri padri, nipoti dei nostri nonni e pronipoti dei nostri bisnonni, così a seguire sino al primo abitante del Goceano che non era certamente Adamo, né Lucy. 

Il nostro territorio è aspro, non solo perché pieno di scarpate, ma anche all’assaggio sa di pera selvatica acerba, acidulo e astringente come nessun altro in Sardegna. I nostri sentieri si arrampicano sui monti e tracciano solchi tra i cespugli, una volta da oriente verso occidente, poi subito all’incontrario. Questo fa sì che, a qualsiasi ora li percorra, per un tratto avrai il sole di fronte, per il tratto successivo ti verrà da dietro. I nostri sentieri tagliano i versanti dei monti così che tu, quando percorri il primo tratto, ti trovi a poggiare il piede destro più in basso di quello sinistro così che ti tocca di lavorare d’anca per stabilizzarti. Al contrario nel segmento successivo, col piede destro in alto il lavoro d’anca spetta a quello sinistro. Siamo così abituati a lavorare d’anca che spesso continuiamo a farlo anche quando percorriamo la via principale del paese che, ripeto, è il più importante della zona, ma solo perché ci viviamo noi e perché ci hanno vissuto i nostri anziani. Noi ancheggiamo anche da fermi, ancheggiamo in chiesa, ancheggiamo anche in sogno. Per noi, ballare la lambada è un modo per riposarci.

sabato 22 febbraio 2014

Monte Prama: l' opuscolo sul restauro

E' on-line sul sito del CCA l' opuscolo sul recupero, restauro e musealizzazione delle sculture di Monte Prama. Presento alcune fotografie, tra quelle che mi hanno più colpito. Ricordo l´imminenza della esposizione delle statue-divise tra Cagliari e Cabras-  annunciata sul blog del Museo di Cagliari.


Figura 1. Da: Costanzi Cobau A.Le sculture di Mont' e Prama viste da vicino. Il progetto Prenda 'e Zenia. Documentazione Restauro Conservazione Musealizzazione, CCA, Centro di Conservazione Archeologica, Roma 2011

venerdì 21 febbraio 2014

I tre per tre archi di Tel Dan: 1800-1750 a.C.

Fig. 1. L'arco mediano dove si vede la
tecnica  costruttiva a tre corsi di mattoni.
Dan, 1800-1750 a.C.
Chi entrava nella città di Dan della Media Età del Bronzo (2000-1550 a.C.) da est, lo faceva attraverso una delle strutture più straordinarie mai descritte per l' archeologia del Vicino Oriente: un portale cittadino costruito con 47 corsi di mattoni d'argilla essiccati al sole, alto 7 metri. L'asse  nord-sud misurava oltre 15 metri, mentra quello est-ovest oltre 13. L' entrata era delimitata da due colonne così come l' uscita, ed il viaggiatore che entrava da est doveva percorrere più di 10 metri prima di sbucare dall' altra parte all' interno della città. Ma la cosa più straordinaria era che si doveva camminare sotto 3 archi, ognuno costituito di 3 corsi radiali di mattoni d'argilla (figura 1): è il più antico portale ad arco conosciuto. Gli archeologi datano la costruzione al 1800-1750 a.C. (figura 2 per una mappa di Tel Dan), ma venne usata solo per una o due generazioni: venne poi inglobata nel bastione murario di fortificazione.

martedì 18 febbraio 2014

Il vino di re Tut: anche cotto, per la trasformazione piú difficile

Dentro la tomba di  Tutankhamun (1332–1322 BC) furono poste 23 anfore vinarie nella camera annessa al sarcofago (1), camera che serviva da magazzino di provviste per l' uso che il re doveva farne nell' oltretomba. Tuttavia 3 altre anfore vinarie furono posizionate nella camera mortuaria vera e propria (fig. 1), sul pavimento, nelle immediate vicinanze del sarcofago esterno, ai punti cardinali sud, est ed ovest. Curiosamente nessuna anfora fu posizionata a nord.  Le iscrizioni sulle anfore e le analisi chimico-fisiche  identificano i tre vini come diversi tra loro:  un vino rosso ad ovest, bianco ad est e shedeh a sud. Il shedeh, un vino rosso cotto e fortificato (molto zuccherino) comparve in Egitto alla fine della XVIII dinastia, cioè verso la fine del XIV sec. a.C.. 

domenica 16 febbraio 2014

Un linguista? si´, ma per i geroglifici ci volle anche un fisico bestiale

Parte di una lettera di Thomas Young sullo stato della
decifrazione dei geroglifici, datata 1818 (British Museum)
Thomas Young (1773-1829) era dottore di ricerca in fisica ed anche laureato in medicina: di certo fu un tipo poliedrico, un polymath si dice in inglese. Non c'è neppure bisogno di ricordare il suo famoso esperimento sulla natura ondulatoria della luce, oppure i suoi contributi alla fisiologia del processo visivo. Ma Young era anche un poliglotta (era un politutto quasi!) che diede perfino il nome alla categoria "lingue indo-europee" nel 1813, dopo aver analizzato oltre 400 lingue. Andrew Robinson, autore inglese specializzato in storia della scienza, si è interessato di recente al lavoro che Thomas Young fece sulla decifrazione dei geroglifici egizi, iniziando ancor prima dell' archeologo e linguista Jean-François Champollion, che decifrò definitivamente il codice nel 1822 (1). 

giovedì 13 febbraio 2014

Quegli occhi piombati a S' Arcu 'e is Forros

Figura 1. Muro del cortile dell' insula 2 del sito nuragico di S' Arcu 'e is Forros (Villagrande Strisaili, OG). A sinistra "blocco con verghe di piombo al centro di due cerchi a basso rilievo" (1, fig. 77). A destra lo stesso blocco ruotato di 180°. 

lunedì 10 febbraio 2014

sabato 8 febbraio 2014

L' idolo con la forcella di Beit She'an

Sin., amuleto egizio da Beit She'an (Israele), ca. XIII sec. a.C.; dx, il c.d. idolo di Sardara, dal sito sacrale nuragico di Sant' Anastasia (A. Taramelli, "Il tempio nuragico di S. Anastasia", in Scavi e scoperte:1918-1921, Collana  Sardegna archeologica. Reprints, a cura di A. Moravetti, Carlo Delfino Ed., 1984) 

giovedì 6 febbraio 2014

Il volto inciso di Capo san Marco si è insabbiato

Mattina del 6 febbraio 2014. Stefano Sanna, l' Instancabile, va a farsi un giro all' istmo di Capo san Marco. Memore e munito di una mia foto del luglio 2013, la rifà uguale (vd. foto qui sotto). Sorpresa: il volto non c'è più! dov'è? dove deve essere, e cioè sotto la sabbia.
Addio (o arrivederci?) faccia "recentissima"! ma stai tranquillo, mio silenzioso amico: stai meglio lì che in un museo dove non ti arriverebbe neppure la luce di una lampadina artificiale. Rispunterai? Forse no: questo sasso era emerso solo questa estate, o la scorsa, grazie al pesante riarrangiamento delle sabbie dell' inverno e primavera scorsi (era riemersa perfino una spiaggetta nell' estremo sud della baia dell' istmo).

Il patto col diavolo ed il voto di convenienza

Gesù, che la sapeva lunga, non ci cascò: "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai" gli sussurrò il diavolo all' orecchio, ma Gesù-pur affamato da un lungo digiuno nel deserto-lo mandò a quel
paese. Va bene che nella sua posizione riusciva ad essere più lungimirante, ma detto tra noi: chi può pensare che un patto col diavolo possa funzionare?

Lo spunto me l' ha dato una discussione iniziata su facebook dopo che l' Unione Sarda ha pubblicato il menu che è stato servito a Berlusconi e Cappellacci in occasione della recente visita del primo a Cagliari. Però questo commento ho deciso di scriverlo qui dopo aver letto l'articolo pubblicato da Vito Biolchini questa mattina. Che all' apparenza c'entra poco ed invece c'entra eccome.

mercoledì 5 febbraio 2014

GRILLO, GRILLO PARLANTE E GRILLO TALPA

Subito sotto la lettura del pungente e saltellante post di Homo, viene una correlata denuncia sull'oscuramento stampa riservato selettivamente ad alcuni candidati alla presidenza della Regione Sardegna. Non andate via. MP 

di Homo Neoliticus Sardus

Sappi, Beppe  Grillo, che non ti perdono per aver sciupato il mio voto dell’anno scorso.

Sappi che sono un insegnante elementare in pensione, uno che ha lavorato tutta la vita per far capire ai bambini che bisogna portare rispetto per se stessi, oltre che per gli altri. Se un bambino pronuncia ingiurie o parole sconce verso un’altra persona, indipendentemente dalla realtà dei fatti, quel bambino ha mancato di rispetto verso se stesso perché apparirà sminuito agli occhi degli insegnanti, dei compagni, dei genitori e dei parenti. 

E tu che cosa hai consigliato di fare, facendoti forte anche del mio voto?
Sei un bel grillo davvero, saltellante di qua e di là, fai il difficile e l’imprendibile. E invece le prendi, eccome!
Hai scatenato un putiferio, un sacrosanto casino mi verrebbe da dire rubandoti le parole, hai dato il la a un gruppo di cantori benpensanti che il coro dell’Adelchi, lo vorrebbe!

martedì 4 febbraio 2014

Una fusaiola scritta da Ugarit

Sorprendente lo è per tanti motivi e prima che si agitino gli habituè del falso dico subito che proviene da uno scavo ufficiale e documentato. Era in deposito, questo sì, ed è stata "riscoperta" solo di recente, tanto che deve ancora essere analizzata dal punto di vista chimico per definirne il materiale (steatite o cloritite, una sorta di clorite ricca di ferro) (1). Proviene dall' acropoli di  Ugarit ed è datata al XIII sec. a.C.: è una fusaiola di eccezionale grandezza (diametro 6.35 cm) con tanto di iscrizione. 

L' iscrizione è in caratteri cuneiformi, ma non accadici, bensì di quel particolare ed unico esperimento che fu l' alfabeto cuneiforme della città siriana, distrutta ed abbandonata verso il 1190 a.C. (2).

lunedì 3 febbraio 2014

IN SU TEMPUS ANCA TENÌA TEMPUS DE MI SEZZIRI PO UNU CERTU TEMPUS IN UNU LOGU DE TEMPUS CHENE TEMPUS

*de Francu Pilloni

A presoni su titulu: contu de una dì chi seu bessiu a su sartu.
Carrigu Billi in sa Jeep, sartu su portali, passu in su ponti de Frumini mannu, firmu in un intrada e pigu a manu esta, in su cuccuru de Cababoni: ita bolit nai? Cabi de poni, Cabi de Caboni o Cabudu de Caboni, de unu Caboni de sangunau o de nomingiu?
In su paris, ddoi est Cabaspanu: Cabi de Spanu o Cabudu de Spanu? Billi est sparessiu, ddoi hat pagu de fragai in sa terra limpia, ca ddoi hat passau fogu.
A mesu pesada pausu in unu mureddu e castiu addeni de sa bia, a Banisciattu: Banari sciattu, custu est seguru, a peis de monti Arci, a facci a facci, si bit Villaverde, bidda chi, candu fui pipiu, zerriaiaus Banari, ma is Postas hiant impostu a cambiai nomini, ca si cunfundiat cun Banari accanta de Tattari. Fut accuntessiu a Ollasta puru, hoi Albagiara, omonima de Ollasta Simaxis. E ita prepotenzia de su Stadu! E arrazza de sindigus chi si pisciant vetti chi unu prefettu beniu de su corru de sa furca imponnit a una bidda de cambiai su nomini chi portat de milli e milli annus!

domenica 2 febbraio 2014

Non solo pugnaletto

di Atropa Belladonna

Siamo rimasti di certo tutti ipnotizzati dal pugnaletto nuragico inciso sulla barchetta di Teti, trasmessa perfino al TG1 il 26 Dicembre 2013: un onore che non è ancora toccato neppure alle statue di Monte Prama-per quel che ne so io. Di certo però su quell' oggettodi significativo c'è altro eccome. 

Figura 1. Una 'aleph fortemente taurina sulla barchetta fittile di Teti. Particolare della foto da questo sito

sabato 1 febbraio 2014

Oggi appuntamento a Olbia, domani a Sassari

Movimento Zona Franca, presentazione del programma e dei candidati.  Oggi alle 17 Su ballu tundu prus mannu 'e su mundu - a manu tenta con Gigi Sanna presidente, continua ad Olbia, al Delta Center di via Capo Verde. Domani l' appuntamento è a Sassari, sempre alle 17, all' hotel Leonardo da Vinci-via Roma 79. Qui sotto le locandine. In bocca al lupo Gigi!