venerdì 31 gennaio 2014

Architettura megalitica delle piramidi

(dal libro “l’Architettura dell’Arcanodi Danilo Scintu)

LA NASCITA DELLE PIRAMIDI.

La forma piramidale. 

Un’analisi architettonica delle antiche civiltà che costruirono le forme piramidali, porta a trovarsi dinanzi ad elementi e prove che sembrano testimoniare stretti rapporti di parentela culturale fra i popoli divisi, non solo da confini terrestri ma anche da confini marini, persino oltre gli oceani.        

Grazie alla maggiore antichità dei suoi monumenti e l’enorme concentrazione di questi in tutto il territorio, la fonte di origine del megalitismo è senza dubbio l’Europa occidentale. Le opere megalitiche dell’Egitto e del Medio Oriente come Hattusa, o quelle del Perù e del Messico o della Cambogia, hanno con i modelli europei delle straordinarie somiglianze, benché la loro erezione sia generalmente fatta risalire a millenni più tardi. 

giovedì 30 gennaio 2014

Very British

Undeniably unique: ancient Sardinian sculptures in bronze and stone (The 18th Annual Denys Haynes Memorial Lecture, British Museum, Londra 18.02.2013)

 Human and animal figures, furniture, baskets and vessels, weapons, buildings, ships and chariots – all these were reproduced in miniature in the bronzes of the Nuragic culture of Sardinia, mostly in about the 10th–8th centuries BC.

A stunning discovery in 1974 at Monte Prama produced fragments of 40 over-life-sized stone figures, 25 of which have recently been reconstructed. They represent boxers, archers and warriors as well as models of nuraghi, the stone towered buildings after which the culture is named. The origin, date and purpose of these monuments are unknown. 

In this lecture, Fulvia Lo Schiavo, shows how the dimensions and characteristics of the bronze and stone figures can be linked.

mercoledì 29 gennaio 2014

Questione sarda, questione italiana … e questione europea (vasto programma)

di Francesco Masia

Noi sardi: forse è perché siamo pochi in un vasto territorio, che finiamo per distinguerci tra noi così spesso e unirci così di rado. Ci si attacca al proprio campanile, alla propria parlata, alle proprie ricette, ai propri usi; potremmo crederlo in radice giustificato dal fatto che in ciascun lembo di territorio, col suo terreno e il suo clima e quindi le sue particolari micro-varianti di flora e fauna, quegli usi e quelle ricette dovevano essere davvero i più appropriati al contesto. 
Contemplativi, di Ovidio Piras

Comunque siamo pochi e abbastanza divisi in un vasto territorio, un territorio che almeno in periodi passati è stato anche discretamente isolato. Forse è per questo che le influenze esterne facilmente ci hanno trovato e ci trovano in soggezione: noi, pochi, incertamente uniti (più spesso) e insulari, posti a confronto con le idee, le manifestazioni culturali, il potere economico (quando non anzitutto militare) di popoli che per il solo presentarsi in Sardegna, superando il mare (e con qualche pretesa), dovevano trovarsi in stadi discreti della loro parabola di civiltà, di potenza, in genere di cultura (conoscenza di culture altrui e consapevolezza della propria), accompagnati perciò dalla sicurezza e dall’orgoglio della propria identità. 

martedì 28 gennaio 2014

Al nome di...

di Atropa Belladonna

E' di certo una delle iscrizioni più intriganti che io conosca. Per quanto ne so è un unicum: si tratta della "Leshem inscription", risalente al X-IX sec. a.C. e rinvenuta su una brocca a Bethsaida (1) (Figura 1). 

Figura 1. La brocca di Bethsaida con l' iscrizione Leshem-ankh. Vedi fig. 2 per un dettaglio della scritta.
Immagine dal rif. 1

domenica 26 gennaio 2014

Audacia oltre misura! altro che monotonia gergale

Da: L' Unione Sarda, "Gigi Sanna, dal latino al sardo.
<<Zona franca la nostra salvezza>>, 24.01.2014
Che il TG1 abbia spezzato un tabù, parlando di scrittura nuragica come di un dato acquisito va bene. Ma che adesso lo faccia anche l' Unione Sarda, questa sì che è bella! Non si fa in tempo a lamentarsi della monotonia e tristezza di un certo tipo di giornalismo che arriva subito la smentita, attraverso le "spregiudicate" parole di un giornalista dell' Unione Sarda del 24.01.2014, che ha intervistato Gigi in merito alla sua candidatura a presidente della Regione Sardegna.. 
Non lo so se Gigi riuscirà a sforare il suo 5% o se farà meglio, molto meglio o peggio: certo è che una piccola-grande soddisfazione ce l' ha già avuta, ed io con lui. Nella sua breve bibliografia pubblicata sul giornale si legge che è laureato in Lettere e Archeologia, che ha insegnato al liceo, che ha fatto politica nel passato ed altre interessanti informazioni su di lui. 
Ma si legge anche "ha studiato e fatto conoscere la scrittura nuragica". Tiè, mi sta bene, così imparo a lamentarmi del brodo grasso! 

Le signore delle stele


"This roughly hewn limestone stela belonged to a female courtier of King Djer whose name is Ḥtp (.t) “She Who is Content.” Many stelae in this complex belonged to women, documenting the highstatus of women in Early Dynastic society. No titles accompany her name" (1)

giovedì 23 gennaio 2014

Quando i Cananei rilessero i geroglifici. E si re-inventarono la scrittura

Un articolo ripreso dal blog di Gianfranco e non più leggibile nella sua interezza. Lo ripropongo ai nostri lettori sul tema degli antichi alfabeti semitici e del  loro legame con lo script egiziano


Quando i Cananei rilessero i geroglifici. 
E si re-inventarono la scrittura



[…]Was it the forlorn remote place (n.d.r Serabit el-Khâdim), the pressure, the sudden acknowledgment of an option of “eternalizing the name,” of “contacting the gods” that led the Canaanites to this great invention? Did the unusual daily encounter of non-literate Semites with the product of the highest level ofthe Egyptian writing culture – the seductive pictorial hieroglyphic script – in hundreds of examples, in hundreds of repetitive pictures, in the middle of the desert, create the need and the urge to write? Was it the constant “writing to the gods in pictures” of the Egyptians that created a strong psychological pressure and a feeling of “we could also” among the Canaanites who worked in the mines? Did such a scenario finally lead to the invention of the alphabetic script?[…]


martedì 21 gennaio 2014

La mummia di Usai

Fine dicembre, classica gita ad un museo. Questa volta è toccato al Museo Civico Archeologico di Bologna, il quale tra le altre cose ha anche una bella collezione di reperti egiziani.

I sarcofagi e la mummia di Usai, figlio di Nekhet, XXVI dinastia

lunedì 20 gennaio 2014

Nota sul simbolismo “apollineo” delle corna.

di Gian Matteo Corrias

In un frammento di Eraclito, il 48 dell’edizione Diels-Kranz (1), si legge una curiosa affermazione che
gioca sul carattere anfibologico del termine arco:





La figura etimologica si spiega quando si sostituisca al termine τόξον, di gran lunga il più impiegato nel greco classico, quello di βιός, arcaico, attestato soprattutto nei poemi omerici, e in ogni caso assai meno del suo sinonimo (2): βιός (arco) e βίος (vita) sono evidentemente omografi, e pressoché omonimi.

sabato 18 gennaio 2014

Pesi bestiali

Fig. 1 "Large weight in the shape of a bull. The weight is shaped as a crouching zebu Bos taurus indicus, ndr) with its legs tucked underneath it and short horns. The body has been delicately modelled, and other notable aspects are the details of the face and the rendering of the neck. On the inside, close to the break, is a rectangular field indicating the weight of 20 deben ( 1 dbn = 91 grammi, ndr) in a bold golden inlay. This means that this bull is the largest metal weight in animal form known to us." XVIII dinastia, piombo, oro e bronzo. Roemer- und Pelizaeus-Museum di Hildesheim. Immagine da questo sito.

venerdì 17 gennaio 2014

Il Risotto di Occam

*di Emilio Vicari

Immagine dal sito mammafelice.it
L’altro giorno ero in cucina che guardavo il telegiornale e mi preparavo il pranzo. Risotto al guanciale: una pentola per il riso, una per il brodo e una padella per il guanciale (preferisco rosolarlo a parte). A un certo punto, mentre ruotavo sapientemente la padella, questa si è incollata alle piastre dei fornelli elettrici. Provo a sollevarla, girarla, le do un colpetto sul lato: niente. Il coltello con cui ho appena sminuzzato lo scalogno, che tengo nella mano libera per darmi un contegno, vola verso la pentola del riso e ci si attacca, sdeng, come se l’avesse lanciato un televenditore di coltelliere magnetiche. Sul tetto scoppia un boato di crollo, che mi fa pensare a un paracadutista obeso dalla mira scarsa. Calmo, mi dico, sei un uomo di scienza: fai come quel tizio, Guglielmo di Occam, che tra tutte le possibili spiegazioni eccetera eccetera. Bon. Osserva. Il coltello con cui ho tagliato a cubetti il guanciale, che stava a lato dei fornelli, è rimasto dov’era; la televisione ha smesso di funzionare; la mano, mentre tento – invano – di ruotare le manopole, si scalda dall’interno, come in un forno a microonde. Conclusione più plausibile: la prima metafora è quella giusta, come sempre.

giovedì 16 gennaio 2014

IL POZZO DE IS ARRACUS O DE GIAPAUSTINU

di Graziella Pinna Arconte

Betilo basaltico sagomato a "mezza T": parte dei pochi resti del pozzo di Is Arracus a Torre Grande di Cabras (OR). In alto a sinistra, i pilastri a T di Gobekli Tepe, la città millenaria in Turchia (ca. 10000 a.C.). Foto di Stefano Sanna.

mercoledì 15 gennaio 2014

Le croci nella Tomba dei Bronzetti Sardi di Vulci

Nel Lazio del IX-VIII secolo a.C., a Vulci: l' abitato presenta tombe ad incinerazione, rito esclusivo a Vulci in questo periodo. Nella necropoli di Cavalupo fu rinvenuta nel 1958 una tomba molto particolare, denominata "Tomba dei bronzetti Sardi", per il buon motivo che vi furono trovati i 3 ben noti  bronzi nuragici (1).

Figura  1. Custodia in tufo di altezza 1.36 m e, a destra, la ricostruzione della sepoltura con l' urna cineraria all' interno della custodia (dal sito del Museo di Villa Giulia, Roma). 

martedì 14 gennaio 2014

Foto del giorno: i "pastori" nuragici di Monaco di Baviera

 Nr 26 e 27 -  Pastori con la barba, bastone e fiaccola (?). Bronzo 7.-6. sec. a.C
Eccoli qui  i nostri bronzetti nuragici "emigrati" in Germania e conservati alla mostra permanente Prähistorische Staatssammlung dell' Archäologische Staatssammlung di Monaco di Baviera, dei quali  mostrammo l'immagine qualche giorno fa in questo post.

lunedì 13 gennaio 2014

In vino veritas

di Eros Suà

In seguito alla lettura del bel documento di Mario Sanges "LA VITE E IL VINO IN SARDEGNA. Dalla preistoria alla fine del mondo antico."(1)  non ho resistito all'impulso di disegnare una mappa che ne visualizzasse le località citate nel testo.
Mi sono limitato a segnalare quelle che fanno riferimento all'età nuragica, per mettere in evidenza il fatto che la vite era coltivata in Sardegna ben prima dell'arrivo dei fenici e che il vino nuragico veniva diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.


domenica 12 gennaio 2014

AMISTADOSIDADI

de Francu Pilloni* 

Alloddu: si hessi depiu nai cun unu fueddu vetti sa sustanzia de sa personalidadi mia, creu chi amistadosidadi siat cussa giusta. E no poita deu tengia unu numeru de amigus foras de contu, datu chi indi tengiu cantu serbit; atiri indi tenit prus de mimi, mancai no siat amistadosu che dèu.
Immagine da questo sito, ndr
Po si scabbulliri de s’idea chi, mancai simplici, hapu presentau in una muina de fueddus, affirmu chi no tengiu amigus medas, ma vetti cussus chi hapu scerau e postu a parti in su tempus de sa vida, medas de is calis no si funti mancu abbizaus de sa particularidadi de s’indula mia amistadosa, ma hanti cunfiau in s’amistadosidadi insoru.
E is amigus chi tengiu no ddus cunsidèru totus a sa paris, cosa chi cumprendu accuntessat a totus: ddus sceru in amigus-amigus, in amigus-giai, in amigus-podit-essiri e, a ultimu, in amighixeddus-amighixeddus. No est chi s’abbisiteus duas bortas sa dì mancu cun is amigus-amigus: si bieus candu si bieus, a sa missa su dominigu cun cussus de bidda, a su telefunu una borta a su mesi o a s’annu, essit puru po Paschixedda. No teneus abbisongiu de attoppai fatu-fatu po sighiri a s’intendiri amigus. E si un’amigu-amigu miu est prus a cuntattu cun atiri che cun deu, no seu gelosu. Po no nai de is aterus, chi siant amigus mius o insoru.

sabato 11 gennaio 2014

E il Tg1 spezza il tabù

Eccolo qua, il servizio andato in onda su Rai 1, al telegiornale; il giorno 26 Dicembre 2013. Un minuto e 11 secondi, e sulla rete nazionale si parla di scrittura nuragica. L' occasione è data da Cortes Apertas 2013, manifestazione nel corso della quale, se ricordate, si sono presentati i risultati dell'analisi archeometrica sulla navicella fittile di Teti.

venerdì 10 gennaio 2014

Tharros, Tarsos, Tirso, Tiro

di Danilo Scintu

  Fin dalla preistoria europea si narra di popoli che hanno vissuto nella leggenda, e di altri popoli che li hanno tramandati sino a noi diventando anch’essi leggendari. Quella europea fu una civiltà imperitura, forgiata in un passato ben organizzato già durante il Paleolitico, che dipinse in tutta Europa le grotte facendone importanti santuari. Proprio qui a cominciare da 8 mila anni fa si costruì un patrimonio edilizio megalitico del tutto eccezionale a partire proprio dai pressi delle grotte per espandersi in tutte le contrade. Al popolo mitico delle origini, vennero associati caratteri unici, magici e fiabeschi, riportanti ad un mondo di fate e streghe, di draghi, elfi e dee. Fu una civiltà unica e fiorente quella europea che adottò il Megalitismo, cioè l’uso di gigantesche pietre per la costruzione dei loro edifici, assieme al culto della Dea Madre ed una moltitudine di altri simboli ricorrenti tra cui la protome taurina, il serpente e gli occhi della Dea civetta. Fu con l'arrivo di popolazioni orientali dal culto androcentrico che nel secondo millennio a.C. la religione della Dea venne assorbita e manipolata finendo per perdere il suo carattere più peculiare.

mercoledì 8 gennaio 2014

L' elsa gammata dei Sardôa grammata: pugnaletti di Sardegna unitevi!

di Atropa Belladonna


Sono quelli che Vincenzo Santoni definisce come segni formanti un "vasto repertorio figurativo di comunicazione sociale con valenza simbolica" (1). Sono tanti e diventano sempre più frequenti. E sempre più è difficile credere che siano solo "decorazioni plastiche", anzichè un vero e proprio repertorio di pittogrammi con valore sia simbolico che fonetico. Come erano i geroglifici egizi.
L' esempio della barchetta di Teti, con il pugnaletto ad elsa gammata, è solo il più immediatamente visualizzabile, immerso com'è tra altri grafemi  (figura 1a): qui un segno-simbolo della cultura nuragica è inciso su un supporto che è anch'esso un segno-simbolo della stessa cultura, un'umile barchetta fittile; un oggetto ben lontano dal poter essere un dono di prestigio proveniente da paesi lontani. 

Il sondaggio

SONDAGGIO: CHI VOTERAI ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI DELLA SARDEGNA ?
Da: SARDEGNA REMIX.


martedì 7 gennaio 2014

La potenza della scrittura in Egitto

Fig. 1 "Il verbo "uccidere" o"decapitare" in geroglifici della XVIII dinastia (1550-1292 a.C.) scolpiti su una parete della tomba di Kheruef a Tebe. Il determinativo è fornito da un serpente reso innocuo da 3 coltelli " (1, pg. 156). 

lunedì 6 gennaio 2014

SuperDonneDee e superBefane con iDee: auguri!

Dedicato a tutte le donne, poichè oggi tutte -si sa- riceveremo gli auguri. Ma soprattutto tanti auguri a quella bellissima Befana di Cabras che risponde al nome di Graziella Pinna Arconte e che oggi riesce perfino a compiere gli anni! 

Sin: sigillo in terracotta conformato secondo il segno-simbolo della dea Inanna (Uruk, 3200 a.C.). Il simbolo è anche la base per la scrittura del nome divino e le incisioni stesse sono state in parte eseguite con uno stilo (1). Dx, Dettaglio dal trono d'oro che raffigura il faraone Tutankhamun (= immagine vivente di Amun) e la moglie Ankhesenamun ( = la sua vita è di Amun) (vd. sotto il trono al completo). Il segno ad 'ankh, qui riccamente rappresentato e molto simile ad una donnina, è parte del nome di entrambi i personaggi. 

domenica 5 gennaio 2014

A fresh air explosion!

Immagine da questo sito
Apriamo le finestre: c’è bisogno di aria nuova  Il prof. Attilio Mastino, rettore dell' Università di Sassari, sostiene che in Sardegna ci vuole aria nuova. Anche io, sono molto favorevole. Per questo, vista la concordanza di vedute, non mi spiego come mai  in prossimità di un evento novità, promosso ed organizzato da ricercatori del suo stesso Ateneo, il rettore abbia dato invece retta alla lettera di Grima Vermilinguo (che definire reazionaria, conservatrice ed esprimente concetti stantii è poco) e cercato di chiudere la finestra da cui entrava l' aria fresca. Anzi, direi piuttosto che ha cercato di sprangare la porta!

sabato 4 gennaio 2014

Gigi Sanna candidato alle regionali del febbraio 2014

Adesso che la notizia è sui giornali, possiamo darla pure noi ed è una notizia a sorpresona: Gigi Sanna è il candidato del Movimento Zona Franca alla presidenza della Regione Sardegna. Appuntamento quindi allle prossime votazioni del 16 Febbraio 2014.
Io c'entro e ci capisco poco, ma voglio fare al nostro caro Gigi, al prof. Luigi Amedeo Sanna, i nostri migliori in bocca al lupo.
Ed anche auguri di buon lavoro, perchè penso che sarà un mese di intenso lavoro per lui e per quelli che lo sostengono.
Forza Gigi e forza a tutti coloro che lavorano per il futuro della Sardegna!

mercoledì 1 gennaio 2014

La posta del Presidente

di Francu Pilloni

Ieri sera mi sono comportato controcorrente: ho ascoltato il discorso di fine anno del Presidente Napolitano
che ha fatto gli auguri agli Italiani elettori-ascoltatori col tono rituale proprio per condoglianze di maniera.
Dire che ha impressionato, non è esatto, ma stupito sì. Per essere chiari, la posta di Napolitano non è una scommessa con se stesso e con la storia, una posta in gioco grande o piccola che sia, ma la corrispondenza vera e propria con i cittadini elettori-ascoltatori, materializzata nei classici foglio-busta-francobollo o nelle forme più attuali di posta elettronica di vario titolo, compresi gli SMS e le telefonate vocali. 
Il Presidente avrà rispettato gli standard di segretezza e della privacy, chiedendo il permesso di fare i nomi pubblicamente o eventualmente di usarne di fantasia? 

Buon 2014


Un augurio ai nostri lettori per il nuovo anno. Abbiamo giocato un pò con i geroglifici e qui sotto trovate il nostro indirizzo web: www.monteprama.blogspot.it