lunedì 27 maggio 2013

Aidomaggiore (Sardegna). Il tetragramma/crittogramma di YHWH per la prima volta nella storia della scrittura.

di Gigi Sanna
dedicato a Mario De Zori*

Fig. 1. Il Nuraghe Sanilo di Aidomaggiore
1. La pietra e la scritta.

  La pietra di natura basaltica è stata rinvenuta nelle campagne di Aidomaggiore, nei pressi del Nuraghe Sanilo, alla fine del secolo scorso, insieme ad un altro gruppo di pietre  apparentemente anepigrafiche (1); pietre che forse dovevano trovarsi tutte nel medesimo grande santuario nuragico frequentato da pellegrini devoti all'unica divinità, di origine cananaica, e cioè YHW (Yhwh). Ha la forma di un parallelepipedo irregolare, con  misure generali (2) 60 in altezza X 55 in larghezza sull'unica  faccia che presenta segni di scrittura.
   Quanto all'individuazione di essi la pietra si presenta in condizioni ottimali se esclude una sola lettera della prima linea che, nella parte inferiore, è stata notevolmente danneggiata dall'azione dell'acqua e del vento. La sua lettura sarebbe risultata difficoltosa se non si fosse salvata una traccia consistente della parte superiore (v. più avanti).  
    La scritta è disposta su due piani immaginari paralleli (v. fig.2), con una prima linea interessata da due segni e una seconda da uno solo,  ma solo perché esso è composto da quattro segni agglutinati per legatura o per nesso (3) .
   Il primo segno, somigliante ad una 'esse' romana (4), in realtà è una nun (5) e costituisce la seconda lettera per dimensioni (24 cm in altezza) di tutta la scritta. Essa è affiancata da una seconda lettera, con ogni probabilità una resh, di cui si nota ancora incisa  la parte superiore (v. fig.2 e la trascrizione alla fig. 3).
   Il terzo segno, scritto nella parte inferiore in modo da occupare la totalità della larghezza del supporto, è costituito da una lunga 'yod' tracciata orizzontalmente nella quale, sopra la quale e sotto la quale (6) ma sempre  'legate' ad essa, insistono tre consonanti, tutte note nella scrittura nuragica. A partire dalla sinistra ( la lettura, a partire dalla prima linea, è sempre destrorsa)  una hē, quindi una waw ed infine un' altra hē ma orientata di circa 90 gradi a sinistra e marcatamente obliqua rispetto alla precedente.


Fig. 2                                                                                                  Fig.3


 2. La tipologia delle lettere. Possibile cronologia del manufatto.

    Le lettere sono tutte note e presenti da tempo nel codice della scrittura nuragica (v. fig. 4) 
Fig. 4

-  La lettera NUN

    La 'nun' di origine protosinaitica (7) a serpentello, che nei 140 documenti gode di un' ampia varietà di forme (v. fig. 4), si trova quasi identica nella scritta di Monte Zara  (figg. 5-6) di Monastir e simile  nella 'fiaschetta del pellegrino' di Ruinas di Oliena (fig.7) e (con tecnica a puntinato) nella scritta della barchetta dell'Antiquarium arborense di Oristano (fig. 8)

Fig. 5                                                                             Fig. 6

Fig. 7                                                                            Fig. 8

 -  la lettera 'RESH

    La lettera resh risulta, come è stato detto, solo parzialmente leggibile. Possiamo dire però che, data la conformazione della parte superiore, in parte rimasta, e dato il possibile e frequente lessico nuragico, cioè la parola NR insistente nella prima linea, il segno può essere ritenuta sicuro. D'altronde anche se esso  fosse una lamed a 'ricciolo' (di tipologia tardo protocananaica) le cose non cambierebbero per nulla, data l'alternanza della liquida nella parola, attestata sia nella documentazione nuragica sia nella lingua sarda attuale (8). Comunque, nel semitico ebraico la parola documentata è solo NR (9)

-        le lettere YOD, HE, WAW ed HE. Il tetragramma.

    Il tetragramma è, come dice la voce composta greca, la sequenza delle quattro lettere che formano il nome più esteso e completo della divinità israelitica (10) YHWH. Le altre forme ridotte, quelle generalmente approvate dagli studiosi di orientamento cattolico, sono quelle di YH, YHH e YHW.  Nei documenti sardi nuragici si trovano tutte e quattro le forme (11) ma mai, come in questo caso, si trovano tutte le lettere agglutinate, ovvero unite tra di loro. Pertanto, almeno per ora, la pietra scritta  di Sanilo (12) di Aidomaggiore si deve ritenere un 'unicum' non solo in Sardegna ma nella stessa Siria Palestina (Stele del re Mesha) dove per altro il nome del  Dio yhwh scritto compare in epoca più recente (IX secolo a.C.). Infatti, stando alla particolare scrittura (13) cosiddetta protocananaica (caratterizzata dal mix di lettere pittografiche e lineari) e considerando l'aspetto dell'agglutinamento (14), il manufatto sardo può essere collocato tra la fine dell'età del bronzo e il I Ferro (XII -XI secolo a.C.).    

  Fig. 9. Il nome di  YHWH nella stele di Mesha  (l.18) e  in un altro documento con lettere di tipologia fenicia (VIII sec. a. C)


  Fig. 9. Il nome di  YHWH nella stele di Mesha  (l.18) e  in un altro documento con lettere di tipologia fenicia (VIII sec. a. C)


      - la lettera  YOD

   La consonante, di antichissima origine protocananaica (15), è attestata varie volte nella scrittura nuragica con questa tipologia (v. fig. 4) ma è la prima volta che essa compare così estesa, orizzontale e orientata con la forcella a destra. Sempre orizzontale, con l'asta più corta e con la forcella a sinistra, essa si riscontra nel concio della chiesa di San Pietro extra muros di Bosa  (fig.10), al di sotto della lettera nun (il serpentello). 


Fig. 10

Nel sistema alfabetico nuragico la tipologia della lettera yod, considerato anche l'aspetto pittografico,  è varia (fig.4) ma si fissa in particolare in quattro forme: ad asta verticale (forma fallica) o più o meno obliqua, ad asta e forcella,  ad arco di 'luna nascente', a 'zeta' con trattino  (fig. 11).


-        la lettera HE

  Come si è visto la lettera hē compare nella scritta due volte: una volta inserita nel corpo della lettera yod e una seconda legata al di sotto della medesima lettera: ultimo grafema da leggersi in quanto in nuragico, come si è osservato e detto più volte (16), secondo la modalità egiziana, si procede dal  segno più alto e seguendo sempre la direzione della scrittura. In questo caso si avrà yod (prima lettera tracciata a sinistra) + hē  + waw + hē .
   Nel codice nuragico il modo di riportare il segno dell'aspirata è vario (fig. 4) e  la tipologia degli omofoni, tra segni pittografici e segni schematici lineari, è quanto mai ricca. Ormai, dal corpus dei 140 documenti riguardanti la scrittura nuragica, siamo in grado di evincere il dato che questo segno è quello che compare non solo in maniera più frequente (oltre 145 volte) ma anche con aspetto diverso. Il motivo della notevole quantità e della 'variatio' va riportato sia al fatto che essa è una delle due lettere (quella femminile) del nome del dio androgino yh (IΛ)  sia al fatto che la lettera da sola 'indica' la divinità stessa (il, lui/lei, l'unico/a). Le varianti del pittogramma di 'persona' con le braccia in segno di preghiera (hll ﬣﬥﬥ), di origini 'protosinaitiche' (17), sono notevoli e tendono a crescere man mano che vengono alla luce nuovi documenti. Tanto che si può dire che la documentazione sarda,  rispetto alla più o meno coeva documentazione siro-palestinese,  mostra forme pittografiche molto più varie (fig.12).
   La forma lievemente squadrata presente nel documento di Aidomaggiore sembra, essa di per sé, dimostrare che il segno risulta uno sviluppo e una variante di quello semilunato con curvatura a sinistra.  Essa si trova, orientata in modi diversi (fig. 13), in tutte e quattro le tavolette di Tzricotu di Cabras (18), nel sigillo di S. Imbenia di Alghero (19) e nella pietra ellittica (fig.14) di Santa Maria Navarrese (20)    

Fig. 12

Fig. 13


 Fig.14: La pietra di Santa Maria Navarrese in Ogliastra e le lettere hē e yod 


 - la lettera WAW

   La lettera waw, unita al lungo tratto orizzontale della yod nella parte superiore, è riportata secondo l'antichissima forma di tipologia 'protosinaitica' (21). Per la completezza del segno dobbiamo prendere, evidentemente,  anche parte del tratto orizzontale della yod che si prolunga con la forcella sino al bordo estremo destro della pietra (figg. 2-3).
  La consonante  waw risulta attestata in 20 (fig.15) dei 140 documenti nuragici. In 17 di essi la forma è data da detta forma con occhiello e peduncolo (o trattino) variamente orientato: in alto a destra, in alto a sinistra, in basso a destra (nella maggior parte delle scritte) o in basso a sinistra. Nella Stele di Nora  e nel coccio di Orani (22) il segno è di tipologia fenicia. Invece nel sigillo di S.Imbenia di Alghero il grafema sembra essere di tipologia ugaritica schematica (23).  

Fig. 15

  Note e orientamenti bibliografici

  Caro Mario, è dedicato a te il breve studio su questa pietra di Aidomaggiore. Una pietra che, come al solito, molti hanno 'guardato' ma che nessuno, tranne te, ha 'visto'. Perché molti vanno alla ricerca di libri prestigiosi per gli scaffali della normalità, di quelli che non turbino la quiete dello stagno dei grassi uccelli che non intendono volare e tu invece (e pochi altri) ami andare a caccia di rari  libercoli disprezzati e le cui pagine servono, di quando in quando, ad avvolgere gli sgombri e sa 'birimbua' di Cabras.
   E' dedicato a te anche per quel tuo amore per il sardo del quale non intendi privarti neppure quando, davanti al rigore dei termini della scienza epigrafica, per nulla intimorito ci dai battaglia rispondendo colpo su colpo con il lessico e con la sintassi autentica e facendoci capire quanto sarebbe bella la scienza e la ricerca in Sardegna se fosse rivestita anche dalla 'visione del mondo' che ancora, nonostante tutto, resiste come una bestia ferita alla omologazione con applauso dei cretini.
   Ma è dedicato  a te anche perché fai parte di quel benemerito Corpo della Guardie Forestali della Regione Sardegna che ora non solo tutela,  giorno dopo giorno, il territorio, con interventi materiali ma anche con interventi specifici finalizzati alla comprensione e quindi alla  salvaguardia ed al recupero degli aspetti più nascosti della antichissima civiltà dei sardi.  Di quel Corpo cioè che mi ha onorato della sua presenza nel Primo Corso di Epigrafia nuragica ben comprendendo  l'importanza di quello che ho scritto, circa il rinvenimento della scrittura, nel risvolto di copertina del mio libro sui 'segni': Può accadere  ancora che i documenti scritti non emergano, anche se ci sono, per dei motivi da imputarsi alla cattiva sorte di ciò che le antiche rovine offrono da tempo e nel tempo, sia alla vista comune, sia all'incessante e mirata attività di scavo degli archeologi. Ma potrebbe darsi anche il caso che questa non buona sorte non sussista, semplicemente perché ciò che pur si vede e che anche si trova elude continuamente, come documento 'scritto' , per soverchie difficoltà soggettive ed oggettive di comprensione e d'interpretazione dei 'segni', l'attenzione e l'intuito, anche quelli più vigili e pronti, degli studiosi.

1)  Le pietre, che si trovano purtroppo ancora incustodite in un giardinetto pubblico di Aidomaggiore, in realtà possiedono dei 'segni' schematici tipici della scrittura nuragica. E' intenzione dello scrivente riferirne quanto prima.
2) Le misure più in dettaglio, rilevate dal sign.  Mario Atzori,  sono le seguenti:



3) La norma della scrittura nuragica impone, per rispetto della numerologia ovvero dei numeri sacri (soprattutto il tre), l'agglutinamento.  Qui però l'accorpamento delle consonanti è dato dal fatto che esse riguardano l'unicità del Dio e ancora dal fatto che esse, così riportate, rendevano più difficoltosa la lettura del crittogramma.
4) E' la stessa lettera a puntinato che ha clamorosamente ingannato lo studioso R. Zucca. V. G. Sanna, 2010, Serpenti 'nuragici' unitevi; in gianfrancopintore blogspot.com  (16 gennaio).
5) v. più avanti nota 7.
6) Non si consideri fortuita la collocazione o solo esito di semplice estetica. Lo scriba nuragico è (v. nota 3) sempre attento nel rendere combinazioni scrittorie che alludano in qualche modo all'essenza della divinità. Se tre  sono i segni complessivi della scritta, tre sono anche i modi con cui le lettere vengono disposte nella prima lettera orizzontale ovvero la yod. Ma se si nota bene tre sono anche gli orientamenti dei segni: orizzontali (yod ed waw), verticale (hē) e obliquo (seconda hē). Il risultato di questo 'lusus' è che lo scriba è riuscito a rendere per tre volte il numero Tre. Cioè il numero sacro divino. Questa tendenza alla numerologia nella scrittura fu trasmessa, con ogni probabilità dai nuragici alla scrittura etrusca delle origini: v. G. Sanna, 2012, Scrittura nuragica: gli Etruschi allievi dei Sardi; in Monti Prama. Rivista semestrale di cultura di Quaderni Oristanesi, n. 63, Gennaio, pp. 3 -30.
7) Di origine protocananaica (E. Attardo 2007, Litterae Caelestes. Utilità della Paleografia per lo studio, la classificazione e la datazione di iscrizioni semitiche in scrittura lineare. Parte I. Scritture del II Millennio a.C., p. 159)  la lettera nun a serpentello è uno dei segni più comuni della scrittura nuragica. In resa pittografica ricorre ben 40 volte. 
8) Si vedano:  nulake/nurake, Nule, Nuracrabas, Nuraminis, Nulbara, Nula, Nurabbas, ecc.
9) Es 25,37; Prv 31, 18; 2Sam 22,29.
10) La divinità era in origine oggetto di culto da parte delle popolazioni cananee. La documentazione nuragica, con 'letteratura' incentrata quasi tutta sulla religione di yh/yhh/yhw/yhwh e  scritta con un alfabeto 'organico' di tipologia detta 'protocananaica', conferma questa lontana e precisa origine del culto: v. G. Sanna, 2004, Yhwh Toro 'Abi 'aba Šrdn (dominus judex); in Sardōa grammata.. 'ag 'ab sa'an yhwh. Il dio unico del popolo nuragico, S'Alvure Oristano, pp.345 - 364.  
11) Gli esempi sono numerosi. Si vedano in part. le tavolette A1, A3,A4,A5 di Tzricotu di Cabras (V. G. Sanna, 2004, Sardōa grammata, cit. passim);  il coccio di Orani (idem, 2009,  La stele di Nora. Il dio il dono il santo. The God,the Gift, the Saint, trad. di Aba Losi, PTM Mogoro, cap. I, pp. 36 -37);  il coccio di Solarussa ( idem, La stele di Nora, ecc. cit. cap. 2, p. 54, fig.12; il  concio di  San Pietro extra muros di Bosa (idem, La stele di Nora, ecc., cit. p. 58, fig.19.
12) Parrebbe, da alcune autorevoli testimonianze orali, che la pietra provenga dal detto nuraghe o da qualche santuario nuragico nei pressi di esso. Il Nuraghe Sanilo (il nome sembrerebbe  provenire da sa'an Ilu o 'santo Ilu'), che si trova al km 7 della strada prov. 66 verso Sedilo, si caratterizza (v. fig.1) per essere un trilobato di notevole monumentalità. Purtroppo l'edificio è quasi interamente crollato e di esso si può ammirare solo il primo piano con la tholos e le tre nicchie ancora intatte. V. M. Sequi, Nuraghi. Manuale per conoscere 90 grandi torri megalitiche della Sardegna, Robbiate, Multigraf, 1985.
13) V. M. G. Amadasi, 1999, Sulla formazione e diffusione dell'alfabeto; in Scritture Mediterranee tra il IX e il VII secolo a.C. (Atti del Seminario). Università degli Studi di Milano, 23 -24 febbraio, pp. 39 - 44; E. Attardo, 2007, Litterae Caelestes, cit. pp. 169 -179.
14) L'agglutinamento (in legatura o in nesso) è un tratto saliente della scrittura nuragica. Si può dire che ogni documento sinora rinvenuto manifesta la tendenza all'uso di questo espediente scrittorio. V. per diversi esempi G. Sanna, Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura; in Monti Prama, rivista semestrale di cultura di Quaderni Oristanesi, n.62, Dicembre 2011, pp. 25 -38
15) E. Attardo, Litterae Caelestes, ecc. cit. p. 157.
16) G. Sanna, 2004,Sardōa Grammata ecc., cit. cap. 4, nota 45.
17) E. Attardo, 2007, Litterae Caelestes, cit. p. 154.
18) Per la forma della lettera si veda G. Sanna, 2004, Sardōa Grammata. cit. cap. 4, pp. 83 -179; per il valore fonetico  idem, 2007, Da Tzricotu (Sardegna) a Delfi (Grecia) percorrendo Glozel (Francia),  I segni del Lossia cacciatore. Le lettere di Apollo e l'alfabeto protogreco di Pito, S'Alvure ed. Oristano, pp. 371 - 373, Tab. 1.
19) G. Sanna, 2004, Sardōa Grammata, cap. 6, pp. 290 - 292.
20) G. Sanna, 2009, La stele di Nora, cit. cap. 2, p.67. fig. 32.
21) J. Naveh, 1982,  Early History of the alphabet. An introduction to west semitic epigraphy and palaeography, Leiden e.Brill, p. 25 (tabella tratta da W. F. Albright, 1966. The Proto-Sinaitic  Inscriptions an their Decipherment, Harvard Theological Studies, XXII, Cambridge; E. Attardo, 2007, Litterae Caelestes, cit. pp. 154 -155.
22) G. Sanna, 2009, La stele di Nora, cit. pp. 19-20 e pp. 33 -35.
23) G. Sanna, 2004, Sardōa grammata, cit. cap. 6, pp. 290 -293.