giovedì 28 febbraio 2013

Prisencolinensinainciusol: revolution!

Lo si potrà accusare di essere stato breve il febbraio 2013, ma certo non di essere noioso! L' 11 un papa si è licenziato, e scusate se è poco: oggi alle 20 se ne va. Ha perfino emanato il Motu propriu (aiuto, cos'è?! non sarà pericoloso alla sua età?). 
Immagine da questo sito
Alle elezioni nazionali del 24-25 ha trionfato un movimento che si è propagato e ha fatto campagna elettorale via internet e via piazze: ha usato cioè il mezzo più moderno e quello più antico. Con tanti saluti alla TV, la quale con le sue ingessate trasmissioni di propaganda partitica e i sondaggi da carnevale, è l' emblema stesso della sconfitta del vecchio e dello stantio. La sconfitta della Borda, che scommetto nessuno dei lettori di questo blog sa cosa sia: è una strega delle mie parti, nasce e si annida in quegli angolini muffosi dei muri poco puliti, dove crescono le ragnatele. 
Lo scoop sul papa l' ha fatto una vaticanista, Giovanna Chirri, l' unica che ha capito quello che il papa stava dicendo in latino: anche qui con tanti saluti ai giornalisti della TV di stato o di spot (che grosso modo ormai è la stessa cosa), ormai in grado di fare per lo più solo dei copia-e-incolla. 
Che l' uscita del papa sia stata una sorpresa non ci piove. Ma di fronte alla  rivoluzione dei grillini, senza fucili, senza sangue, ma di certo non poco dolorosa per chi si è risvegliato la sera del 25-ci si chiede: possibile che nessuno dei nostri (cosiddetti) leader politici avesse capito? possibile che sia rimasta incomprensibile come il titolo della famosa canzone di Celentano, Prisencolinensinainciusol?

mercoledì 27 febbraio 2013

Zuras, si prosegue…


di Piero
Nel libro “La luce del toro” del GRS, (Gruppo Ricerche Sardegna), si è illustrato uno studio del nuraghe Zuras, dotato di due finestrelle sopra l’architrave d’ingresso, responsabili del fatto che al solstizio d’inverno, quando il sole supera i 9° di altezza, come nel S.Barbara, si formano due figure taurine luminose nella nicchia centrale In questo blog Gigi Sanna ha interpretato le due figure in un bell’articolo.
Lo studio è proseguito di recente, restava da spiegare il ruolo di ben tre vani murali di forma quadrata attorno alla nicchia centrale; nell’ultimo solstizio d’inverno io e Romina abbiamo pensato di andare più a fondo con una visita: ad uno di questi tre vani si è data una risposta.

lunedì 25 febbraio 2013

Siamo tutti prigionieri?

Seus totus presoneris?

de Francu Pilloni
Finzas troppu facili, me is tempus chi seus, a nai chi s’hanti fattu totus presoneris a mesu de una propaganda elettorali chi currit in groppas a su bentu. Chini no s’est sapìu de is cartellonis abbarraus libertus de is manifestus? Is partidus hanti decidiu de lassai is spazius buidus po no trumbullai su regordu chi de issus heus a teni, una borta passau su sciaccu o su miraculu?
Lassaimì pensai chi siat unu risparmiu: una borta presentau su nomini de sa lista, a ita serbit totu s’ateru candu no pozzu sceberai manc’unu de is candidaus?
Nisciunus, mi parrit, hat decrarau comenti pensat de fai po indi bessiri de sa bia strinta chi si mandat a poni infatu a is urgenzas de custu Stadu, siat a nai a cosiri unu zappulu innoi o inguddeni, a firmai cun su didu su spironciu sempri prus frequenti de sa diga Italia, giustu po no fulliai a su muntronaxu cantu de bonu heus cungiau in annus de sacrifiziu.
A s’acabbu, tenendusì bascius, s’est biu chi su prus esplicitu est stetiu su prus brullanu: “a foras totus!” hat zerriau e heus cumprendiu ita bolit nai. E appustis?
E is aturus, totus is aturus, it’hanti nau? “Votai po nosu!”, hiat a andai beni puru, ma … e appustis?

Quando eravamo pietre

di Stella del Mattino e della Sera

E Dio venne all' Isola e ci disse: "Ricordati che sei pietra e pietra ritornerai". 
E così avvenne nei secoli e nei millenni. 
Morivamo a migliaia, poi: tornavamo ad essere Pietre dei diversi colori della vita. 
E venne un tempo in cui chi moriva veniva messo sopra gli altri a formare dei cerchi, uno sull' altro, e mentre diveniva pietra la torre cresceva*. Vennero da fuori gli Altri e non capirono dove erano tutti i defunti: gli Altri da morti ritornavano cenere. 
E venne un tempo in cui le pietre iniziarono a fruttificare, e i figli dell' Isola sorgevano dalla pietra, immoti e indistruttibili.** 
E venne un tempo quando la trasformazione sconfinò e  i figli dell' Isola divennero pietre quando ancora eran vivi. ***

domenica 24 febbraio 2013

La rotta dei Fenici, Legambiente e le legioni di turisti

Caro Gianfranco,
oggi, dopo 5 mesi, vorrei ricordarti cosí. Prima di tutto ti faccio una domanda: 

Secondo te, Legambiente scenderebbe in campo per promuovere La Rotta dei Nuragici? 

Il tema della Rotta dei Fenici all'epoca ti fu particolarmente odioso: ricordo un articolo memorabile che scrivesti nel dicembre 2009 (vide infra) e tornato bruscamente attuale. Come si legge su La Nuova in un articolo del 28 gennaio 2013, il presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana, si lascia infatti andare a dichiarazioni piuttosto impegnative dopo una visita a Tuvixeddu-Tuvumannu. Coordinato da chi, se non dall' archeologo Alfonso Stiglitz del comitato scientifico di Legambiente?

venerdì 22 febbraio 2013

giovedì 21 febbraio 2013

Mostra "Simbolo di un simbolo. I modelli di nuraghe"


Modello di nuraghe, VIII sec. a.C.,
arenaria, da Cuccurru ´e Feurras
Antiquarium arborense Oristano
Come molti sapranno, la prima edizione della mostra si é svolta ad Ittireddu, con inaugurazione il 29-30 settembre 2012. La mostra, a cura di Franco Campus e Valentina Leonelli, é ora in corso al museo Sanna di Sassari. Dovrebbe poi giungere anche negli altri due musei nazionali della Sardegna (Archeologia Viva, gennaio-febbraio 2013, pg. 7).  Sul sito del museo Sanna  peró l´evento non é annunciato: prima di andare telefonate! Da quel che si comprende, é una mostra prevalentemente fotografica, corredata da un catalogo. I reperti, considerati veri e propri nuraghi in miniatura, provengono da 60 siti diversi della Sardegna. Non so se ne fa parte anche questo modello, custodito all´Antiquarium di Oristano e proveniente da un sito che non conosco: Cuccurru ´e Feurras, apparentemente in quel di Cabras. MP

martedì 19 febbraio 2013

Cos'è il disco plumbeo di Heba di Magliano? Ce lo spiega il dischetto lapideo di Allai (Sardegna)

di Gigi Sanna

Fig. 1
1. Premessa.

  Sui cosiddetti 'falsi' a priori o immediati (di qualunque codice scrittorio essi siano) così ritengo che ci si possa esprimere : non operiamo come se noi fossimo gli avvocati superbi di noi stessi difendendo ad oltranza la nostra dottrina, perché non è essa a essere in gioco. Non è la nostra conoscenza ad essere imputata di disonestà e di malafede. Ma agiamo unicamente come se fossimo umili - ma nello stesso tempo assai determinati - difensori dei documenti perché sono questi ad essere accusati. Sono in una situazione di assoluta inferiorità e in nostra balia perché spesso non possono difendersi come vorrebbero. Sono come delle creature inermi sulle quali non si deve agire con severità eccessiva solo perché su di loro grava o può gravare un certo sospetto (in fondo sempre 'soggettivo') da parte di chi osserva e giudica. Non meritano mai dei rimbrotti o dei ceffoni ma sempre il massimo del rispetto e della comprensione. Bisogna farli parlare ed ascoltare con molta pazienza, anche quando l'evidenza sembrerebbe, sulle prime, dare loro torto marcio. Se poi i documenti sono più di uno bisogna prima sentirli separatamente e osservare bene quello che dicono. E tutto quello che dicono: mai privilegiando questo o quell'aspetto quando si pongono loro delle domande. Poi bisogna comparare le loro affermazioni tenendo in considerazione anche e soprattutto quelle più insignificanti e anche quelle che possono sembrare, sulle prime, scandalosamente impertinenti. Se davvero dicono la verità la si scoprirà - pian piano e quasi mai subito - per come la dicono e per quanto la dicono.

lunedì 18 febbraio 2013

Foto del giorno: scrivere "con" un gesto

Sin. Amun conferisce ad Hatshepsut il potere della vita (le braccia del Dio formano il segno ka); scena dell' incoronazione, obelisco caduto di Hatshepsut (XVIII dinastia), Karnak, tempio di Amun.
Dx. Sfinge in fayence di Amenhotep III (XVIII dinastia) con geroglifico per "offrire". Il geroglifico del braccio umano teso, viene sottolineato dai tratti umani del viso della sfinge. 
Wilkinson, Richard H., Reading Egyptian Art: A Hieroglyphic Guide to Ancient Egyptian Painting and Sculpture, 1994, Thames and Hudson.

domenica 17 febbraio 2013

Sa Pala Larga: What now?

In the following we report the last paragraph of  a recent paperSeeking, Finding and Hiding: A Recent Neolithic Burial-ritual Rock Art Discovery in Northern Sardinia, Paola Arosio, Diego Meozzi, and George Nash, Time and Mind (2011), vol. 4, p. 31-42. Readers unfamiliar to the topic, may refer to this web page and to a commentary written by Gianfranco Pintore MP

[..]What Now?

As a national heritage body, to behave in this manner is unethical and restrictive and as a result we urge the Sardinian Soprintendenza to read, digest, and acknowledge international protocol such as the Valetta Convention (1992), of which Italy is a signatory. The Treaty of 1992 aims to protect: 

The European archaeological heritage as a source of European collective memory and as an instrument for historical and scientific study. All remains and objects and any other traces of humankind from past times are considered elements of the archaeological heritage. The notion of archaeological heritage includes structures, constructions, groups of buildings, developed sites, moveable objects, monuments of other kinds as well as their context, whether situated on land or under water.

sabato 16 febbraio 2013

Foto del giorno: fibula di Marano sul Panaro (Modena)



Frammento di fibula a drago dal “ripostiglio” di Marano sul Panaro. VII secolo a.C., bronzo. 
A sinistra la trascrizione  dei segni (da autore ignoto). E' considerata una delle più antiche testimonianze dell’uso di un sistema grafico nell’area emiliana occidentale. Foto da: Modena, Museo Civico Etnologico e Archeologico,  "Gli Etruschi e il mistero delle urne parlanti",  Stamperia comunale – novembre 2009. 

giovedì 14 febbraio 2013

Gli Etruschi e i nuovi dati dalla paleogenetica

di Atropa Belladonna

Figura 1: i tre modelli che i ricercatori hanno sottoposto a
 24 milioni di simulazioni matematiche (1). Nel primo modello
si assume una continuità genealogica tra Etruschi, Toscani medievali e
Toscani moderni. Risulta soddisfacente, tra i siti indagati,
solo per Casentino e, in misura minore, per  Volterra. LR e AR
indicano due parametri statistici  dove 1
è il valore di massima confidenza; nel modello 2 si assume continuità
tra Etruschi e Toscani medievali  e discontinuità coi Toscani moderni
(funziona bene per Murlo e Firenze);
il modello 3 assume discontinuità totale dei Toscani
medievali e moderni, rispetto agli Etruschi
(funziona male in tutti e 4 i casi, )(rif. 1, figura 4, didascalia rielaborata)
a. L'eredità genetica matrilineare dei Rasenna è in generale scomparsa nei Toscani di oggi, ma rimane presente in alcune località (finora individuate: Casentino e Volterra), cioè su scala geografica ridotta (figura 1);
b. il genoma mitocondriale (MtDNA) degli attuali eredi si separò da quello degli anatolici non prima di  5000 -10000 anni fa, con un massimo di probabilità attorno a 7600 anni fa (1) (figura 2), vale a dire il 5600 a.C. circa. In altre parole  gli ultimi modelli derivati dai dati genetici, non supportano la narrazione di Erodoto secondo cui la civiltà Etrusca si sviluppò nell' Italia centrale quando nuovi immigranti vi giunsero dalla Lidia. Per lo meno ció non avvenne all' epoca cui l'archeologia fa risalire il primo manifestarsi della cultura etrusca nell' Italia centrale, attorno all'VIII sec. a.C.. Lo studio conferma il legame genetico con l' Anatolia, già evidenziato in altri studi, ma con una separazione molto più antica di quanto si ritenesse finora.

mercoledì 13 febbraio 2013

Dalla I lettera di Grima Vermilinguo ai Sassaresi

Pubblichiamo stralci della missiva che un medico di Roma ha inviato al magnifico rettore dell´ateneo Sassarese,  il prof. Attilio Mastino, per cercare di bloccare il seminario in programma il 9 febbraio scorso. Il nome non viene reso qui noto, chiamiamolo per il momento Grima Vermilinguo. 

di Grima Vermilinguo

"[...] Recentemente ho avuto modo di difendere il Professor Pittau nel (piuttosto indegno) blog archeoastronomico "Archeologia Nuragica" di Mauro Peppino Zedda dalle furie di quella groupie assatanata (una vera erinni!) che è la fisica Aba Losi, depositaria, secondo lei stessa, dell'unica verità e soprattutto del Vero Metodo Scientifico. E' la principale rappresentante di un'Armata Brancaleone veramente anticulturale che opera ormai liberamente in Sardegna. Ora pubblicizza quel pensiero malato e antiscientifico che il defunto giornalista in pensione Gianfranco Pintore aveva raccolto sotto la propria egida [...] Comincio a pensare che non si fermerà se non davanti alla squalifica accademica ufficiale e definitiva del proprio idolo Gigi Sanna, il professore di liceo pensionato, teorico e visionario della "Scrittura Nuragica".

martedì 12 febbraio 2013

Scandalo all'Università di Sassari

di Gigi Sanna

Una vera e propria vigliaccata è stata messa in atto, dalla solita ristrettissima consorteria archeologica, per tentare di non farmi parlare dei segni della scrittura nuragica, della nascita e dell'evoluzione di questa nel corso di più di 15 secoli.
Vediamo i fatti: Il programma del Seminario, organizzato da tempo dalla Società Archeologica Sassarese ed il  Dipartimento di Logopedia e Medicina Nucleare,  prevedeva l'intervento della dott.  Maria Rita Piras, della dott. Susanna Nuvoli e del sottoscritto nella mattinata di Sabato scorso 9 Febbraio.
Il sottoscritto era presente per l'evento in quanto invitato sia dalla antica e benemerita Società Archeologica Sassarese sia dall'Università (dove, peraltro, è stato invitato altre volte anche in Convegni Interdisciplinare Internazionali) a tenere una relazione riguardante i documenti nuragici recentemente venuti alla luce, il numero dei segni, la tipologia e l'evoluzione di essi nell'arco di 1600 anni: Praticamente durante tutto il periodo cosiddetto 'nuragico'.

lunedì 11 febbraio 2013

Una perda non fait a si ndi dimìtiri de unu fràbicu

de Efisio Loi

“Tui ses Pedru” e una perda non fait a si ndi dimìtiri de unu fràbicu, totu chi siat perda de contonada.
“Tu es Petrus” e una pietra non si può dimettere da una costruzione, massime quando è testata d’angolo.

Fuat sussèdiu prus de otuxentus annus a oi, un aborta e bona, candu su de cìncui Celestinus iat fatu po vilesa s’arrefudu prus mannu.
Successe più di ottocento anni fa, la prima e l’unica volta, quando Celestino V° fece “per viltade il gran rifiuto”.

Il mio voto inutile

di Francu Pilloni

Se oggi fosse stato giorno di urne aperte, avrei segnato una croce sulla lista dove c’è il nome di Benito Urgu, la seconda sulla lista M5S. Mi hanno detto infatti che Benito è candidato al 12° posto in una delle liste che si richiamano al Sardismo: per lui è impossibile l’elezione, visto che quasi certamente non sarà eletto neppure il capolista. Eppure Benito Urgu merita tutta la mia fiducia perché è un uomo vero e non una macchietta, ha mangiato sempre di ciò che si è ritrovato nella sua bertula, fosse tanto o fosse meno. È serio, informato, attendibile, impegnato e onesto quanto i migliori candidati in gara in tutte le liste, compresi quelli agli ultimi posti che, ritengo, sono molto migliori dei capilista, M5S escluso.

Il voto nella seconda scheda sarebbe andato, come già detto, alla lista del movimento di Grillo, nella quale non ho riconosciuto nomi noti e, dunque, ho supposto formata da gente comune, arrabbiata mediamente o ancora più di quanto non lo sia io stesso e tanti altri, per come vanno le cose in Italia. Può essere che il mio voto dato a casaccio cada a favore di persona che poi si rivelerà non troppo perbene, ma almeno ci avrò provato, considerando che i candidati “già eletti” nelle liste che vanno per la maggiore li conosco e li conosciamo tutti per quello che sono.

sabato 9 febbraio 2013

I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (3 di 4)

di Atropa Belladonna

Vd. parte 1 e  parte 2. Eccoci alla sezione egizia e /o egittizzante. I nomi regali ricorrono con tale frequenza, che fornirò solo alcuni esempi, tra i più notevoli. Per il resto rimando alla letteratura sia specifica (es. Scandone, Hölbl), sia sparsa in giro ed indicata nel testo. Per le composizioni specificamente crittografiche rimando di nuovo alla letteratura specifica ed ai miei contributi su questo blog e sul blog di Gianfranco Pintore (vd. riferimenti alla fine del post)
III. Geroglifici egizi /geroglifici + altre scritture


1. Scarabeo di produzione locale sarda, con scrittura Menmaatre, prenome di Seti (1290-1279 a.C.)
G. Matthiae Scandone, Scarabei e scaraboidi egiziani ed egittizzanti del Museo Nazionale di Cagliari
A. Belladonna, I più antichi scarabei sardi: XVII-XI sec.a.C., http://monteprama.blogspot.it/, 29.11.2012

venerdì 8 febbraio 2013

Dove vorreste vedere le sculture di Monte Prama?

Qui a destra trovate un sondaggio in cui chiediamo la vostra opinione su quali dovrebbero essere la dislocazione ed esposizione finale del complesso scultoreo di Monte Prama.
La scelta 4 è quella che fotografa l'attuale programma, secondo il progetto del Museo Diffuso pensato dalla Soprintendenza  per i Beni archeologici di Cagliari e Oristano: la destinazione finale prevede infatti 4 sculture a Cagliari (una per ogni tipologia) e tutte le altre al nuovo Museo di Cabras
Il sondaggio durerà 30 giorni, al termine del quale tireremo assieme le somme. 

lunedì 4 febbraio 2013

Il coniglio del signor B.

di Francu Pilloni

Tutti, ma proprio tutti tutti, dicono che il signor B. ha tratto un coniglio dal cilindro. Un coniglio vincente con un nome nuovo che per noi sardi delle campagne sa terribilmente d’antico, come il nome dato al giogo dei buoi che era sempre un messaggio, neanche tanto segreto, ma certamente in codice, per i fatti della vita: Sennoreddu-Graziosu (Giovin signore-Attraente) erano i nomi dei buoi di mio zio che, a 35 anni, ancora non aveva trovato l’amore della sua vita e si metteva sul mercato, come oggi si fa in rete o sulle riviste specializzate. Hoi mi negas – crasi mi bramas (Oggi mi rifiuti – Domani mi brami) erano i nomi del giogo di un contadino a cui una bella ragazza aveva risposto picche alle proposte di matrimonio avanzate tramite paraninfo. Anche il nome del coniglio del signor B. è un messaggio vero e una promessa autentica, di quelle convincenti, elettoralmente parlando: “Indietro l’IMU”. Nome che fa riecheggiare nelle orecchie dei maggiorenni le note e i ritmi di quel “Cacao meravigliao”, il fortunato show della compagnia Arbore. Il che non dispiace al signor B., né al suo Alfao meravigliao che, nel giro di due settimane, si è visto promosso da battitore di cinghiali a capocaccia.

Monte Prama sbarca su Facebook

di Giampaolo Podda

Ciao, sono Giampaolo o Giampodda come compare sul nick del blog, sono parecchi anni che seguo con interesse il blog di Gianfranco prima e di Atropa poi, sono figlio di sardi ma nato a Roma. Non posso essere considerato sardo a tutti gli effetti perché nato  "in continente", ma come dire potrei essere definito Sardo nato a Roma o Romano di origine Sarda ognuno scelga la definizione che preferisce.
Sono da sempre appassionato della terra dei miei genitori, la sento sotto la pelle, quello però che mi ha fatto avvicinare alla questione nuragica paradossalmente è stato un libro che è stato al centro di furiose polemiche nei primi anni di questo secolo "Le Colonne d'Ercole, un'inchiesta" di Sergio Frau. Lettura intrigante che mi ha portato a cercare su Internet riscontri ed altre ricerche. Così sono arrivato al blog di Gianfranco ed infine a questo. Devo essere sincero, a volte mi trovo un po' a disagio quando partono i "flame"; per carità capisco che ognuno tenga in maniera viscerale alle proprie opinioni, credo però che trovare i punti di incontro sia meglio e soprattutto più produttivo  che perdersi negli insulti.

Ma torniamo a noi. Qualche tempo fa propongo ad Aba di creare una pagina Facebook dedicata a questo blog: il mio obbiettivo è quello di provare a creare una comunità di ricerca (o in ricerca), che contenga i lettori del blog ed in cui si possano fare le domande e ricevere risposte che non sempre possono essere fatte sul blog perché  il post del giorno lo consente; un luogo in cui possano essere postate tutte le notizie che riguardano direttamente o indirettamente i temi trattati nel blog, per avere il polso quotidiano dello "stato dell'arte", fare recensioni su libri, organizzare eventi.

domenica 3 febbraio 2013

PRÈMIU PINTORE DE GIORNALISMU IN SARDU


IN AMMENTU DE S’ISCRITORE E GIORNALISTA GIUANNE FRANTZISCU PINTORE 

«Bandimus su Cuncursu de giornalismu in limba sarda, ed. 2013, chi at a premiare tres artìculos iscritos in sardu, in LSC (Limba sarda comuna), dae autores finas a 45 annos de edade. Pro ocannu sos artìculos podent tratare de polìtica internatzionale relativa a sas natziones sena istadu, de su pastoriu e de s’ambiente. Sos artìculos devent èssere inèditos, de 4200 caràteres (includende tretos biancos). Ant a èssere premiados cun 100 € cada unu e sa publicatzione in EJA. 

Sos artìculos cherent imbiados, intro de su 15 de abrile de su 2013, a:PAPIROS, c. de Lombardia 46, 08100 NÙGORO
in una busta, cun pseudònimu, e, in intro, un’àtera busta cun nùmene e sambenadu de s’autore, indiritzu e telèfonu. Cada autore podet imbiare petzi un’artìculu. Sa giuria at a comunicare su resurtadu a sos binchidores intro de su 30 de abrile de su 2013.»...
Idea e organizatzione de PAPIROS editziones cun su Patronadu de sa COMUNA DE IRGOLI

pro informatziones: papiros.ed@gmail.com

L'arte moderna dell' Era Glaciale in mostra



A fianco, l' uomo leone, vecchio di circa 40000 anni; trovato nel 1939 in una caverna dell' Hohlenstein Stadel (Germania). Scolpito in avorio di mammut.
E' uno dei pezzi da ammirare al British Museum di Londra, all'interno di una mostra in corso fino al 26 maggio. Ice Age Art: Arrival of the Modern Mind British Museum, London, 020 7323 8299, 7 Febbraio–26 Maggio, 2013. Ci sarà anche un oggetto esposto per la prima volta al mondo: una testa di donna grande quanto un pollice, scolpita in avorio e  ritrovata a Dolní Věstonice in Moldavia, negli anni '20.
Qualcuno si è già prenotato (una è Atropa).
Per chi non può andarci, vale la pena dare una sbirciatina qui e qui.

venerdì 1 febbraio 2013

Siria, segni di un alfabeto del III millennio a.C.?

di Atropa Belladonna

Ve la ricordate la "Terra dei record" (1)? Spero di sì perchè essa non finisce di stupire. Questa volta a ovest dell' Eufrate, ma non troppo lontano da quel luogo dove Danielle Stordeur trovò intriganti segni incisi su piccole pietre risalenti al IX-X millennio a.C. (2). Qui parliamo invece degli ultimi secoli del III millennio e di Umm-el-Marra (figura 1), un sito che nella prima età del bronzo fu forse sussidiario a luoghi di potere come Ebla o Aleppo, ma fu anche sede di un acropoli che ospitò, tra il 2500 ed il 2200 a.C., una straordinaria necropoli d'elite  (3). 

Figura 1: localizzazione di Umm-el-Marra, Siria

Nella stagione di scavo del 2004 da una delle tombe del complesso, la numero 4, uscirono quattro cilindri frammentari di argilla leggermente cotta (4). La sorpresa furono i segni incisi su di essi (figura 2): Glenn Schwartz che dirigeva gli scavi scrisse sulla pagina web del progetto "Perforated clay cylinders with written (?) symbols from Tomb 4, upper level". 

Sondaggio sugli Open Data nell’archeologia italiana

DedaloNur ci  segnala un'interessante attività; riporto le parole di Letizia Gualandi, dell'Università di Pisa, che cura il sondaggio ed il progetto che vi sta dietro: "Stiamo realizzando uno studio sulla diffusione degli open data nell’archeologia italiana per cercare di capire effettivamente cosa pensa la comunità archeologica e cosa vorrebbe in realtà.
Abbiamo bisogno di raccogliere il più vasto ed eterogeneo campione possibile, coinvolgendo tutte le componenti del mondo archeologico italiano. 
Ti chiediamo se puoi darci una mano a diffondere l'iniziativa tra tutti quelli (studenti e non) che ritieni possano essere interessati. Il sondaggio è anonimo e richiede solo pochi minuti. Puoi trovarlo a questo link:   http://mappaproject.arch.unipi.it/?page_id=1866 I risultati del sondaggio saranno pubblicati sul sito del progetto MAPPA (www.mappaproject.org ) e presentati durante il convegno "Opening the Past 2013. Archaelogy of the Future" che si svolgerà a Pisa il 13-14-15 giugno 2013 
Grazie!  Letizia Gualandi"